TURCHIA 2012

13 Febbraio, apro la posta e trovo una mail di Mauro:

CARI SOCI, FA ANCORA FREDDO MA DOBBIAMO PENSARE AL FUTURO. QUI SOTTO C’E’ LA FOTO DI UNA MONTAGNA. NON SO QUANTO E’ ALTA, QUANTO SI CAMMINA PER ARRIVARE E NEANCHE SE E’ POSSIBILE ARRIVARCI. CREDO NON SIA PARTICOLARMENTE DIFFICILE E NEANCHE TANTO ALTA. L’UNICA COSA CHE SO E’ DOVE CIRCA SI TROVA.VI INTERESSA?

QUESTO MESSAGGIO SI AUTODITRUGGERA’ TRA 10  SECONDI O ALMENO PRIMA CHE LE VOSTRE MOGLI LO VEDANO.

ANDARE FARE.

Nei mesi successivi ho scoperto che la parete in questione si trovava in Turchia, che se hai figli minori per autorizzare il rilascio del tuo passaporto serve la firma dell’altro coniuge e che non bisogna mai dimenticarsi di ricaricare il telefono, mai… intanto l’idea di organizzare una piccola spedizione ha preso lentamente forma e si è concretizzata il 15 agosto con la partenza da Venezia.

I 12 giorni che ho trascorso con Mauro e Leonardo in Turchia sono stati intensi e pieni di sorprese: un ambiente che non mi aspettavo così bello e selvaggio, spazi ampi, bella roccia, gente molto cordiale e accogliente, cibo esplosivo e un cielo sempre blù (in 12 giorni neanche una nuvola…).

Il “piano d’azione” prevedeva di esplorare le Bolkar Mountain, un massiccio che si trova circa 200km a sud del più conosciuto Aladaglar e con montagne intorno ai 3000m di quota, con l’intenzione di cercare di aprire qualche via nuova. Il Bolkar si è rivelato bellissimo dal punto di vista dell’ambiente naturale, decisamente meglio di quanto avevamo visto in fotografia; la roccia, purtroppo, è risultata piuttosto marcia e friabile e insieme abbiamo valutato che non valeva la pena buttare tempo e materiale su pareti di questo genere. Siamo riusciti comunque a salire una delle cime che costituiscono la dorsale della catena per la via normale, perché in ogni caso in cima ad una di queste pareti volevamo arrivare.

Il cambio di programma ci ha riportato in Aladaglar, presso il campeggio gestito da Recep Ince con la moglie Zeynep, che diventerà il nostro punti di appoggio per il resto della spedizione. L’Aladaglar è un massiccio molto vasto ed è considerato il cuore alpinistico della Turchia, con diverse cime che superano i 3000m tra cui la più elevata è il Demirkazik 3756m. La sua esplorazione è iniziata ai primi del novecento, mentre le prime salite di tipo alpinistico sono datate intono agli anni trenta. Negli anni novanta vengono aperte le prime vie di tipo sportivo da parte di un gruppo di alpinisti francese, mentre negli anni duemila sono soprattutto alcune cordate di forti alpinisti italiani che aprono nuove vie, tra cui alcune di alta difficoltà. In campeggio si sta bene, c’è un clima molto familiare e Recep ci indica una serie di pareti dove è possibile aprire vie e l’etica da osservare, che ammette l’uso dello spit solo in alcune zone. Ma ci fa anche una richiesta precisa : “Please, open a easy route!”

In due giorni riusciamo ad aprire una bella via nella Cimbar Valley, un profondo canyon con pareti calcaree alte fino a 300m. Riusciamo a trovare una linea “easy” ma con un certo perché su roccia bella e varia, proprio come aveva chiesto Recep, che chiamiamo FATA TURCHINA.

Nei giorni restanti ci dedichiamo a ripetere qualche itinerario combinandolo con delle belle camminate “esplorative” a caccia di qualche bella idea per il futuro.

Sulla lunga bastionata dello Yelatan, a sud di Chamardi, ripetiamo la lunga e impegnativa ARMATA BRANCALEONE, dove apriamo una nuova variante finale lungo una bellissima serie di diedri che portano fino in cima alla parete.

Ripetiamo anche due vie in quota di recentissima apertura, di carattere più sportivo, ma che ci permettono di poter apprezzare al meglio la bella roccia di questa zona.

L’ultimo giorno utile prima della partenza visitiamo l’Emly Valley, forse la valle più “alpina” tra quelle che abbiamo visto, dove si trova il Parmakkaia, un bellissimo obelisco isolato alto circa 300m. Il nostro obiettivo è una via sull’altro lato della valle; sarà per la stanchezza accumulata nei giorni precedenti, saranno le poche informazioni che avevamo raccolto sull’avvicinamento alla parete, sarà la birra “scassata” la sera prima ma non riusciamo a trovare la chiave per avere ragione di un ostico zoccolo che ci sbarrava la strada verso l’attacco…

SPEDIZIONE TURCHIA 2012 – BOLKAR DAGLARI

Mauro Florit (CAAI), Leonardo Dagani (CAI Bolzano), Eugenio Pinotti (CAI Piacenza)

BOLKAR DAGLARI

Medetsiz 3025m

250m, in cima lungo la via normale

ALADAGLAR

Cimbar Valley, Tekepinari 1800m – parete ovest

FATA TURCHINA

 

FATA TURCHINA (Blue Fairy)

L. Dagani, M. Florit, E. Pinotti il 17/18.08.2012       256m, 6b+ (6b obb)      Materiale: via interamente attrezzata a fix; per una  ripetizione portare 2 corde da 60m, 10 rinvii, friend 1/2/3 BD, casco.

Arrampicata interessante e varia, soprattutto nella parte alta; roccia ottima.      Accesso: parcheggiare l’auto all’ingresso del canyon della Cimbar Valley e percorrerne il fondo; arrivati albivio (circa 30’) prendere a sinistra e proseguire lungo il sentiero fino a quando il canyon si stringe (grossi blocchi incastrati). La parete dove si sviluppa la via è ben riconoscibile per un grande ginepro presente nella parte alta; prima della strettoia rimontare a destra lo zoccolo lungo un facile canale (ometti) che in breve porta all’attacco (1h dall’auto). Discesa: in doppia sulla via.

Arpalik Tower 2500m

GIPSY GIRL

190m, 6b+

Arrampicata divertente su placche di roccia molto lavorata.

Yelatan 2100m, parete ovest

L’ARMATA BRANCALEONE

350m, 7a

Bella via, di impegno, su cui occorre integrare con protezioni veloci. Prima ripetizione con nuova variante finale PER ELISA

L’Armata Brancaleone

Karayalak Tower 2615m

FREEDOM

245m, 6b+

Bellissima arrampicata su placche a rigole con estetico spigolo giallo finale. Prima ripetizione.

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~ di calcarea su ottobre 4, 2012.

4 Risposte to “TURCHIA 2012”

  1. turchia bellissimo vie con gradi abbordabili senz altro un lavoro fantastico.ciao

  2. Kara Yalak valley? So (ma da gente che vive in luoghi privi di montagne degne di questo nome) che è frequentata anche d’inverno per lo scialpinismo. Non è ancora Cappadocia vero? Paesaggio suggestivo, certo 12 giorni in un ambiente in cui l’unico colore che si contrappone al blu è il grigio della pietra.. Ovviamente chi scrive non arrampica, solo osservazioni di pancia. I Camini delle Fate sono un mio obiettivo di viaggio

    • La Cappadocia dovrebbe essere lì vicino, a meno di due ore d’auto. Sui Camini delle Fate siamo purtroppo completamente disinformati. E se ci mandassi tu un post lo pubblicheremo con grande piacere!

      • Volentieri, ma quello che posso scrivere sono informazioni da potenziale viaggiatore, non saranno attendibili come la testimonianza di chi ha visitato un luogo di persona. Certo, del resto nemmeno Salgari era mai stato nel Borneo… ciao!

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