Lezione di Francese

Da un po’ di anni mi sono affezionato a un piccolo e (solo apparentemente) trascurabile aspetto di fenomenologia arrampicatoria, che verrebbe la tentazione di sistemare nel capitolo dell’ “etica” e invece, a mio parere, riguarda più la buona educazione, il rispetto per gli altri praticanti e il significato più o meno “muscolare” che ciascuno è libero di  dare alla scalata. Chi è abituato a sopportarmi e ha tradotto l’immagine di apertura di questo post ha già capito che si tratta dell’abitudine di segnare appigli e appoggi con dei tratti (“trait”) di magnesio, o bollini.

Ho cominciato a lamentarmi di questa ottusa abitudine alcuni anni fa, per il dispetto che provavo in occasione delle vacanze in Sardegna o Francia o anche semplicemente dietro casa, quando sentivo  sminuita e privata di suspense la mia più grande passione, quella di salire “a vista” una via di arrampicata. La prima testimonianza scritta dello stesso mio disappunto la trovai su un editoriale di Grimpeur che purtroppo non ho conservato. Scrissi qualche lettera  a Toscoclimb, Pietresupietre, Pareti e riuscii a convincere Ingo Neumann a pubblicare sulle sue Guide un trafiletto che invitasse i climbers a riflettere su questo aspetto.

In questi ultimi cinque giorni  sono successe due cose che hanno risvegliato la mia infiammabilissima vis  polemica: sabato siamo stati a scalare in  un piccolo posto nuovo, non reclamizzato e quindi poco frequentato. Ebbene, non ci credereste: su un tiro c’erano già una decina di bollini per gli appoggi nello spazio di due metri:  quindi più bollini che appoggi, suppongo!

E ieri mi è arrivata per posta la nuovissima guida delle Gorges du Tarn, che ho ordinato dopo aver letto un post su Planetmountain. Non sono mai stato a Tarn, ma da anni ci penso anche se la descrizione di alcuni suoi raccapriccianti ranouts è il pensiero più ricorrente, insieme alla bellezza del posto e delle sue pareti, che la magnifica guida lascia intuire. Sull’ultima pagina della guida ho trovato l’immagine che vi ho proposto in apertura.

La traduzione dovrebbe essere più o meno questa: “Gli appassionati della Lettura sconfiggono Mister Bollino, analfabeta e discepolo dell’arrampicata robotizzata e senza sapore! “

Lo scalatore  indiavolato stilizzato sotto la scritta si lamenta : “Non trovo più gli appigli, non ci sono più i bollini!”

Ancora una volta, almeno in arrampicata, ci tocca andare a lezione di francese….

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~ di calcarea su settembre 27, 2012.

Una Risposta to “Lezione di Francese”

  1. questo argomento e un po scottante sopratutto per chi vuole chiudere il tiro a tutti i costi, usando i bollini e costringendo poi altri(me) che li giudicano antiestetici a trovarseli di fronte.
    Peccato che chi vuole chiudere il tiro potrebbe essere un fortone o anche un gran broccolo. Risultato? bollini dal riscaldo alla via dura.. e sono poche le persone che ho visto ripulire il tutto!
    (era solo per dar man forte visto i pochi commenti)

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