Da Arta Terme alla Sella di Suart (per Cjagnòn e lo Stavolo Cusìn)

Breve ma entusiasmante anello che permette di collaudare la magnifica discesa da Sella Suart ad Arta, lungo il sentiero recentemente rinnovato. Assolutamente da consigliare anche ai discesisti meno esperti.

La notizia dei lavori di manutenzione del sentiero di Suart, che avevo percorso e relazionato su Calcarea nel più ampio giro attraverso Rivalpo e le pendici del Monte Tersadia, continuava a frullarmi in testa. La curiosità e la diffidenza crescevano: come avranno fatto i lavori, come sarà diventato quel bellissimo e temibile sentiero?

Ma la voglia di affrontare quel lungo anello solo per godermi o imprecare sulla discesa finale mancava. Poi mi sono ricordato di aver raggiunto in passato la Sella di Suart anche dalla località degli Stavoli  Cjagnòn, lungo il sentiero CAI n. 411,  che passa per Stavolo Cusìn. Vi dico subito che la discesa è rimasta una delle più belle della Carnia, una volta tanto adatta anche ai bikers meno spericolati, anche con bici con  ammortizzazione anteriore. La traccia è stata ampliata, ma il fondo non ne ha risentito in termini di scorrevolezza. Ci sono delle canalette di scolo realizzate con le pietre, ma sono facilmente superabili. E i tornanti (relativamente)  stretti sono due o tre.

Piuttosto è stata la salita a preoccuparmi. Da Cabia fino a Cjagnon le pendenze sono davvero impegnative e il sentiero che da Cjagnon porta in Suart, parzialmente ciclabile, si rivela  più che un traverso un’altra salita, tecnica e in qualche tratto del bosco anche esposta. Niente di allarmante, intendiamoci. E poi chissenefrega se si porta la bici per qualche minuto: la discesa vi ripagherà ampiamente.

Descrizione: dalla piazza di Arta a Cabia con pendenze rilassanti, poi più faticosamente in direzione di località Cjagnòn, dove si giunge dopo 5,7 Km e 570 metri di dislivello. La strada asfaltata termina in un piazzale, dal quale si imbocca sulla destra, nell’erba,  la traccia del sentiero CAI n.  411  (tabella).

La prima parte del sentiero alterna tratti pedalabili a  brevi rampe ripide nelle quali io sono sceso. La presenza di radici e il fondo non perfettamente asciutto tolgono un po’ di coraggio, ma sono sicuro che al secondo giro si potrebbe fare meglio. Giunti a un piccolo stavolo disabitato,  si può pedalare fino a raggiungere Stavolo Cusìn.

Il sentiero che sale dallo stavolo sul bordo del prato  sarebbe ciclabile per buone gambe, se ci fosse   un po’ meno erba. In autunno e in primavera qualcuno ce la farà di sicuro. Poi si curva a destra (tabella su recinto) e si entra nel bosco. Il sentiero è ora più pedalabile; si deve fare attenzione al Km 7 a un bivio in una piccola radura erbosa: il nostro sentiero curva decisamente a sinistra e poco dopo affronta una breve rampa ripida di aghi di pino (se avete dubbi cercate i segni CAI o le frecce rosse).

Si raggiunge un cippo di cemento che corrisponde alla fine della salita. Come indicato dalle frecce, ci si fionda verso la Sella di Suart.

La prima parte della discesa è più tecnica ma senza passaggi veramente impegnativi. Si scende per uno schianto e se ne supera di slancio un’altro. I segni CAI sono un po’ sbiaditi e tocca fare attenzione per individuarli. Alla fine eccoci in Sella di Suart.

Da qui in poi non ci sono parole: discesa fantastica, senza difficoltà tecniche e con esposizione ampiamente tollerabile. Si giunge al nuovo ponte in legno, preceduto da un’inutile e antiestetico tabellone.

Dal ponte in poi , salvo un breve tratto di pista invaso dalla ghiaia, si corre veloci verso Arta, seguendo l’asfalto o uno dei numerosi sentieri ben evidenziati. Fossi stato nel progettista, al posto del tabellone avrei speso qualche euro nella sistemazione del tratto ghiaioso finale o nell’ampliamento della “passerella” che permette di evitare, con un po’ di batticuore, il guado prima dell’asfalto. Giunti alla casetta “in Canadà”, si gira a sinistra.

Dettagli: sviluppo 12 km circa. Dislivello 700 mt circa. Ciclabilità 90 – 95%. Asfalto 50%.  Voto 10!

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~ di calcarea su settembre 6, 2012.

7 Risposte to “Da Arta Terme alla Sella di Suart (per Cjagnòn e lo Stavolo Cusìn)”

  1. Ciao Gianni
    grazie per il blog che hai creato con Mattia.
    Oggi ho fatto il mio primo “vero” giro della mia vita in bici ed ho scelto quello da te consigliato qui sopra; devo dire che, essendo un neofita, ho trovato davvero difficile tutta la parte del bosco ed ho fatto un certo numero di cadute a causa soprattutto dei pedali a sgancio “rapido” 🙂 . Giro comunque bello grazie alla mattinata di sole che permetteva di godersi il panorama.

    ciao lorenzo

    • Devo dire che non l’avrei consigliato a nessuno come “primo giro”, perchè non è proprio una passeggiata. Nella parte da Cjagnon a Suart son sceso spesso anch’io, ma la discesa credo ripaghi della fatica e delle imprecazioni e sia anche abbastanza ben ciclabile. Però dopo questo battesimo, hai almeno mezzo mondo davanti!!!! Mandi!

      • Ciao Gianni,
        da Cabia partono due carrareccie che scorrono parallele nel bosco Boscat. La prima l’ho percorsa l’anno scorso in occasione del giro “anello del Tersadia”. Ho notato che in prossimità dello st.lo Plans (successivo bivio) a sinistra c’è una traccia (strada/mulattiera)che dovrebbe salire agli stavoli di Fontanedis. Da qui la mia vecchia carta tabacco riporta una traccia che dovrebbe consentire di raggiungere Sella di Suart. Sai se questo tratto è percorribile in mtb?
        La seconda strada passa per gli stavoli Corona. Anche qui la carta tabacco segna una traccia che porta agli Stavoli di Fontanedis e poi allo stavolo Suart. Hai mai provato a percorrerlo in mtb?
        Grazie in anticipo per le risposte e complimenti per il post.
        Mandi
        Lucianomtb

      • Sono sceso da Suart agli Stavoli Corona due anni fa e non è un bell’andare.I sentieri della Carnia in generale non sono ben tenuti come quelli della Val Resia (per via del Parco) o del Moggese (per via del volontariato). In questo caso ricordo tanta erba e ortiche, ma forse in un’altra stagione potrebbe essere diverso. Non so niente del collegamento Suart-Fontanedis. Invece ricordo che anni fa il giro di Cabia del circuito gare di mtb saliva agli Stavoli Corona e poi da lì scendeva con bellissimo sentiero verso lo Stavolo Plans, o giù di lì, raggiungendo la sterrata che hai fatto verso Rivalpo. Bisogna che un giorno vada a fare un giro per riscoprirlo. Sulla cartina Tabacco non c’è. Ciao!

      • Ciao Gianni,
        oggi sono stato ad esplorare la zona. A mio parere magnifico giro. Si può arrivare alla cima (?) del m.te Cabia (quota 1140 m – cippo cementato) anche dagli Stavoli di Corona. Preziose le informazioni di un local (ex ciclista) incontrato per caso stamattina in piazza a Cabia. Anche se non segnalata la traccia del sentiero risulta sempre ben evidente e ciclabile. Molti tratti richiedono un notevole impegno fisico ( pendenza e fondo ). Qui di seguito la breve descrizione del tuor con traccia gps.
        http://itinerari.mtb-forum.it/tours/view/8347
        Penso che tornerò da quelle parti…
        Mandi
        Lucianomtb

      • Ho letto la tua descrizione sul forum. Ci vado di sicuro, così posso farmi ancora una discesa da Suart! Ciao e grazie!

  2. La vecchia gara di Cabia sfruttava effettivamente il collegamento tra gli stavoli Corona e gli stavoli Fontanedis. Salendo da Cabia lungo la sterrata ed oltrepassati gli stavoli Corona ci si innestava su un tratturo in ripida salita: è il sentiero che poi prosegue verso sella Suart. Per quanto riguarda quest’ultimo non saprei come siano le condizioni ad oggi poichè è parecchio tempo che non lo percorro ma fatto in salita non risultava essere ciclabile. Invece per quanto riguarda il percorso della vecchia gara MTB, circa venti/trenta metri dopo l’imbocco in salita della suddetta traccia c’è sulla destra uno spiraglio che permette di fuoriuscire su un prato. Da qui partiva il sentiero (sempre ciclabile) che prima in falsopiano ‘girava’ il costone di montagna e poi in discesa nel bosco con stretto tornantino annesso scendeva verso gli stavoli Fontanedis raggiungendo la mulattiera che si aggancia alla carrareccia Rivalpo-Cabia.
    Attenzione perchè sulla carta Tabacco (come spesso succede) il sentiero non è segnalato correttamente. Nell’ultima edizione della 09 è addirittura stato eliminato. Purtroppo se, come immagino, non è stata fatta un’adeguata pulizia del tratturo e sfalcio dell’erba, notare l’imbocco del sentiero è davvero dura. Spero queste indicazioni possano essere utili agli amici pedalatori.

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