Al Rifugio Marinelli da Timau

La salita al Rifugio Marinelli è una super classica tra le gite di mtb alpine della nostra regione  e di solito viene affrontata dal versante più comodo, quello di Forni Avoltri, passando ovviamente per Collina e il Rifugio Tolazzi. Personalmente ho affrontato questa magnifica escursione, in ambiente unico, quasi sempre dalla Valle del But, nonostante sia più impegnativa e costringa qualche volta a scendere dalla bici. Ma non essendo uno stakanovista della bici, ho sempre preferito un più rapido avvicinamento in auto verso Timau che verso Collina.

Dopo i lavori di sistemazione della pista forestale, che almeno fino a Casera Plotta è ora quasi perfetta, non c’è più la scusa del fondo impraticabile a venire in aiuto e la questione rimane riservata a due sole variabili: gambe e fiato. Purtroppo anche oggi, proprio quando mi ero illuso di aver superato la sezione più impegnativa, ho dovuto arrendermi poco prima del bivio per Casera Collina Grande.

Da qui in poi ancora sofferenza, poi, superata Casera Plotta, il fondo peggiora un poco ma la pendenza è notevolmente minore e il magnifico colpo d’occhio  su Coglians, Cjanevate e Pizzo Collina , che ti si schierano davanti , rendono meno ostile lo sforzo.

Giunti nella spianata del Ploto, gambe o non gambe, gli ultimi tre diagonali prima del Rifugio costringono a qualche spinta anche i più allenati equilibristi, ma una sosta ristoratrice in Rifugio, consolati dalla simpatica accoglienza dei ragazzi della gestione, rimettono prontamente in sesto, pronti ad affrontare una discesa per la verità abbastanza monotona e faticosa solo per le mani che devono stringere ben bene le leve dei freni.

Per i più spericolati propongo due varianti in discesa. La prima, breve e divertente, poco dopo Casera Val di Collina: si può tagliare un tornante  scendendo a destra nel prato, proprio di fronte alla tabella che segnala il sentiero che sale nel Vallone della Cjanevate. La seconda variante, lunga e adatta ai trialisti, segue il sentiero CAI 161 ed evita tutta la parte bassa della pista forestale. Dopo il lungo rettilineo cementato si entra nel bosco: in prossimità della prima curva netta a destra, prima del guado, di vedono le tabelle  che indicano due possibilità: in traverso verso Passo Monte Croce o in discesa verso l’imbocco della forestale. Chi vuole provarci, segua quest’ultima.

Dettagli: partenza dal secondo tornante destrorso dopo la Casetta in Canadà, sviluppo 15 Km circa. Dislivello 1000 mt circa , ciclabilità 95%, niente asfalto. Ristoro al Rifugio Marinelli, al Passo di Monte Croce,  ai “Laghetti”  o a Timau, “da Otto”.

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~ di calcarea su agosto 29, 2012.

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