Centro Italia 2012

           Centro Italia 2012 – di Mariangela e Gino

La fortuna di un mese di vacanze, la possibilità di disporre di un camperino, un paio di guide e via alla scoperta del centro Italia. L’inevitabile entusiasmo che cresce in ogni viaggiatore domina sul timore di dover soffrire un clima troppo torrido visto il periodo estivo a disposizione. Per fortuna ci lasciamo trascinare da tale entusiasmo e a fine viaggio ci ritroviamo a demolire il luogo comune che vuole un centro Italia proibitivo per scalare a luglio e agosto. Per quanto riguarda la scelta dei posti da visitare non c’è tanto da discutere: la gioia di portare nostro figlio con noi per la sua prima vacanza comporta una cernita molto accurata. Selezionate le falesie estive, con brevi avvicinamenti e comode basi non ne rimangono tante e tuttavia a posteriori ci riteniamo più che soddisfatti e le aspettative vengono di gran lunga superate.

La prima tappa è Rio Vitoschio che per lo strano gioco delle coincidenze non appena torniamo troviamo recensito in un articolo di Pareti. Siamo nelle Marche, al confine con l’Umbria, in provincia di Pesaro a 400 metri slm. Appena scesi dal camper il verso assordante delle cicale contrasta con un vento secco e abbastanza forte da farti stare bene al sole. A Rio Vitoschio infatti è di casa Eolo e in falesia il vento non è un’eccezione. Il rovescio della medaglia è l’affollamento, ma essere in vacanza ha il vantaggio di poter scalare di lunedì in tutta tranquillità.

Rio Vitoschio

A pochi chilometri con un avvicinamento un po’ più impegnativo (15 minuti invece di 5!) la Fossa dell’Eremo. In ombra nel primo pomeriggio un primo settore ci delude perché barbaramente scavato, ma è un nostro parere che non vuole suscitare polemiche. Merita salire una rampetta e portare la culla alla base di un grottone poco distante. La delusione lascia subito spazio al godimento di vie di continuità lunghe almeno 30 metri su canne lavorate e nere da sembrare velluto.

Fosso dell’Eremo

Ci spostiamo verso l’Umbria e ingannati da una guida troppo ottimista e generosa nella descrizione delle falesie, dopo un sopralluogo a Pioraco rinunciamo a scalarci in quanto decisamente poco adatta all’estate e ai nostri orari. Si sa che comunque non tutti i mali vengono per nuocere e proseguendo verso l’Umbria, incappiamo in un cartello che cita “Parete di Roccia di Gelagna”.

Gelagna- “Io ballo da solo” 7c

Una perlustrazione e l’arrivo inaspettato di un caro amico marchigiano disponibile a portarci la culla ci convince ad affrontare una mezz’ora di avvicinamento per scalare nel settore Gelagna Bassa. Il paese è a 800 metri slm: un borgo delizioso, ben curato e valorizzato dagli abitanti. In Piazza è appesa una raffigurazione di San Bernardo da Mentone, protettore degli alpinisti e degli scalatori: non possiamo deluderlo! La falesia fresca e in ombra il pomeriggio offre una varietà di tiri  interessanti tant’è che ci torneremo.

Non manchiamo di passare per l’Umbria; in questa regione ogni paese merita una sosta: l’atmosfera spirituale, l’ospitalità, la cucina, i paesaggi…ci limitiamo a visitare Spello, Norcia, Cascia. Fa sorridere l’intenzione di fermasi a Norcia a bere un caffè,  prontamente scartata non appena mettendo piede in paese il naso viene solleticato dal profumo che dilaga da panifici e norcierie! Impossibile resistere a una superba pagnotta cotta nel forno a legna e farcita con del saporito ossocollo di cinghiale aromatizzato con finocchio.

Spello

E’ il turno dell’Abruzzo, regione altrettanto accogliente e ricca di paesaggi mozzafiato. Solo la viabilità lascia un po’ a desiderare. Per raggiungere Pennadomo affrontiamo, complice google maps, una strada secondaria in cui il cartello più frequente cita “Attenzione passaggio in frana”. Siamo in provincia di Chieti a 400 metri slm. La falesia incombe sul paese. Poco distante si può ammirare il Resegone, una lama affilata e imponente che nel punto di maggiore larghezza raggiungerà i due metri. Spettacolare, merita un altro viaggio quando la prole sarà cresciuta e più autonoma.

Pennadomo – Resegone

Ci accontentiamo, si fa per dire, di scalare nel settore placche dell’Oasi e Gino, che di falesie ne ha viste, rimane sbalordito dall’unicità di questa parete: compatta e uniforme sembra un mare leggermente increspato. Ogni velleità di risultati a vista viene subito abbandonata per lasciare spazio a modestia, impegno e arcuate feroci.

Pennadomo – “Perversione totale” 6c+

Gli abitanti di Pennadomo ci accolgono a braccia aperte incitandoci a divulgare la bellezza del posto e ad invitare altri amici scalatori! Ci guardiamo attoniti in cerca della conferma di aver capito bene!

Poco distante Pizzoferrato, un borgo antico a 1400 metri slm annunciato da un cartello che ti ricorda che stai per entrare in una località cosmoteandrica. Niente di volgare, anche se dopo aver letto un enigmatico trattato di filosofia su wikipedia sarà Cesare, un climber incontrato in falesia a darci una definizione comprensibile del termine: la Natura, Dio e l’Uomo a Pizzoferrato vivono in armonia. Difficile il contrario visto il clima e la generosità della montagna.

Pizzoferrato “Ottantavoglia” 7b+

Anche qui la parete spittata è solo poca cosa rispetto all’offerta e meriterebbe un viaggio col trapano. Si tratta di un calcare striato che alla mattina baciato dal sole regala un raro spettacolo. Potendo il fine settimana è da evitare visto l’invasione di arrampicatori in falesia e di vivandieri nell’area picnic sottostante. Il campeggio è comunque libero basta adattarsi alla presenza di cavalli al pascolo che fin dalle prime luci dell’alba curiosano tra le tende senza alcun timore.

Lasciamo i cugini d’Abruzzo per una parentesi in Molise, ma ripasseremo al ritorno, il posto merita davvero. Capitiamo a Frosolone il primo di agosto in concomitanza di una sagra tradizionale che prevede una sfilata di carri allegorici e un menù a base di baccalà e peperoni; insomma come voler evadere dagli schemi e godersi tradizioni invernali anche d’estate! Sopra il paese le famose morge: pilastri di roccia che svettano sopra pascoli idilliaci.

Frosolone – “Colle dell’Orso”

La logistica ci penalizza: tanti settorini in ombra a varie ore della giornata con brevi ma scomodi spostamenti non si prestano a famiglie con neonati soprattutto quando una nuvola di passaggio si trasforma in un temporale di due ore con pioggia e grandine. Ad ogni modo siamo ripagati da un paio di vie su calcare d’alta quota sferzati dal vento e circondati da una vista spettacolare.

Colle dell’Orso “Neverland” 7a

Caratteristico il colore blu-viola dei cardi pronti a graffiarti i polpacci lungo i sentieri e l’esercito di pale eoliche che costellano le creste dell’Appennino. Mangiamo bistecche di manzo del posto saporite e ad un prezzo più che onesto e anche qui come in Abruzzo difficile non sentirsi a casa: il macellaio, il barista, il panettiere…hanno tutti fatto il militare a Gemona o Tolmezzo e c’è chi addirittura ci intona “Stelutis alpinis”.

Urbino

Di ritorno ci concediamo una puntata ad Ascoli, una bella cittadina ventilata e alle porte dei monti Sibillini. Sopra Ascoli il pianoro di San Marco è alto 600 metri. Due tiri alla grotta del beato Corrado non ci lasciano più di tanto entusiasti, ma di sicuro non intaccano il ricordo di una splendida vacanza. Torniamo con la conferma di quanto sia prezioso avere l’opportunità e l’intraprendenza di partire alla scoperta della nostra meravigliosa penisola.

Grotta del Beato Corrado

Gamberale

Ferentillo

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~ di calcarea su agosto 26, 2012.

2 Risposte to “Centro Italia 2012”

  1. bella vacanza e belle foto ciao

  2. Bel racconto,
    grazie Mariangela. Fa venir voglia di seguir le vostre orme, se non altro per divorare molte “superbe pagnotte cotte nel forno a legna e farcite con del saporito ossocollo di cinghiale aromatizzato con finocchio” 😀 – Accidenti! questo è livello!!
    ciaooo
    Pietro

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