Croazia

Dove andiamo in vacanza quest’anno? Risposta: “dipende da quando abbiamo le ferie!” Informazione mai scontata in certe realtà, ma a metà luglio sembra ci sia una data: “potremmo partire la prossima settimana e stare via due settimane”. Tutto sommato neanche male come preavviso se non fosse che il giorno dopo, causa un cambio di programmazione metereopatica aziendale,  siamo tutti indaffarati a caricare il furgone. Direzione Croazia.

Tempo di fare tutti i preparativi e bere più di qualche aperitivo di saluti e si è fatto ormai sera. Arriviamo a Plitvice Jezera che è ormai tarda notte… un po’ stanchi dopo una cinquantina di chilometri di curve, che uniscono l’uscita dell’autostrada al parco nazionale, e incontri ravvicinati con un po’ di selvaggina locale (non bipede naturalmente). Al mattino visitiamo il parco camminando sulle passerelle di legno che si insinuano tra laghetti, cascate e canneti che con i colori del mattino ci lasciano piacevolmente estasiati. Da mezzogiorno il traffico di turisti inizia ad essere troppo intenso e decidiamo di ripartire verso l’unica meta certa del nostro programma.. Paklenica!

Qui passiamo i tre giorni successivi campeggiando in un semplice ma pulito  campeggio, per un modico prezzo di 10 euro al giorno a testa. Ci dividiamo tra mare, che lambisce le ultime tende del campeggio,  e le ottime rocce del parco. Il caldo torrido di quei giorni ci ha permesso di scalare  solo al mattino oppure la sera dopo le cinque, ma in periodi un po’ più freschi si può scalare tutto il giorno trovando sempre pareti all’ombra e buone condizioni. Le vie sono molto varie e di tutte le difficoltà, c’è una gran scelta di vie facili, che dalle nostre parti si fanno un po’ ricercare; unico neo  è che queste ultime sono spesso molto unte.

Noi non abbiamo fatto vie lunghe, ma questa è sicuramente l’attrattiva migliore di Paklenica, con itinerari  sempre di ottima qualità e con bei sviluppi.

L’entrata al parco prevede il pagamento di un biglietto, cosa che mi lascia inizialmente un po’ perplesso in quanto penso che 10 euro per una giornata di scalata sia esagerato, contando che siamo in due diventano 20, però poi si osserva che, nonostante ci siano centinaia di scalatori che popolano le falesie, non ci sono i soliti fazzoletti copri stronzi in giro, in quanto a metà canyon c’è un bel bagno pulito; inoltre le vie sono quasi tutte resinate e fornite di soste raumer. Si trovano comunque delle eccezioni dove poter mettere alla prova il proprio coraggio o addirittura farsela sotto, ma  questi casi si intuisce dal materiale un po’ datato  che le vie non sono ancora state rispittate. Se dovessi consigliare qualche tiro non saprei fare una graduatoria tra quelli fatti: vi consiglerei solo di evitare Platton che si trova in uno dei primi settori che si incontrano sulla destra entrando nel canyon, non per la qualità della roccia o dei movimenti, ma per una spittatura veramente insulsa e da paura.

Chiudiamo il nostro soggiorno a Starigrad con un ottima cenetta a base di grigliata mista di carne in un bel locale rustico all’entrata del canyon, vivamente consigliato per chi passa da quelle parti.

La guida che ho comprato a Trieste alla libreria Transalpina sulle falesie della Croazia illustra una zona di falesie interessanti anche per il periodo estivo nell’ area di Spalato. L’indomani ripartiamo verso Sud e nel giro di un’ora e mezza circa arriviamo nell’incantevole paese di Trogir. Anche se le falesie sono un po’ più distanti scegliamo di fermarci qui come consigliato da una guida sulla Croazia, sia per il mare sia perchè ci sono i campeggi più belli: ci fermiamo infatti in un campeggio situato su una penisola e parcheggiamo il nostro “furgo” in una piazzola in riva al mare.

Nel pomeriggio visitiamo la città di Spalato che si contraddistingue per il contrasto dei pallazzoni tipici della Ex Jugoslavia e un centro storico meraviglioso. Camminando tra le sue viette strette si incrociano civiltà di epoche differenti, dai palazzi romani, con uno splendido palazzo di Diocleziano, alle costruzioni e all’ urbanistica tipica della Repubblica di Venezia.

Spalato

Nei giorni seguenti ci dividiamo tra falesia e relax in riva al mare, con qualche puntatina al centro di Trogir. Visitiamo per prima la falesia di Markezina Greda, splendida fascia di roccia che sovrasta il paese di Klis e l’omonima fortezza.

La roccia, come sempre ottima, presenta linee incredibili e molto estetiche di tutte le inclinazioni, con difficoltà in genere medio-alte. Il potenziale di sviluppo è ancora molto grande anche se sono presenti già una ottantina di intinerari. Noi, approffitando di una giornata con il cielo coperto, abbiamo scalato tutto il giorno ma anche in giorni soleggiati è possibile arrampicare dalle due di pomeriggio circa.

Dopo una giornata di riposo sulla spiaggia del campeggio e un po’ di bagni per rinfrescarsi dalle temperature roventi, il pomeriggio successivo visitiamo la falesia di Malacka. Il clima è ottimo per  i pomeriggi d’estate; infatti oltre all’ombra soffia una buona brezza in quanto la falesia è situata sulla cresta sommitale della catena che sovrasta il golfo Kastel , da dove si gode di una splendida vista della costa e delle isole che sitrovano tra Trogir e Spalato.

Le difficoltà non sono elevate, massimo 7a, ma offrono una buona scelta di tiri facili su un buon calcare; l’unico diffetto l’altezza  della parete, una quindicina di metri al massimo.

L’ultima falesia visitata è stata quella di Rupotine (Klis), situata a pochi minuti dalla falesia di  Markezina greda. Muro strapiombante a canne e buconi ormai quasi completamente attrezzato, consigliato per il periodo estivo in quanto le canne sono spesso umide e per la sua esposizione a est.

Si consiglia la visita a chi ha un livello tra il 7b e il 7c+, in quanto granparte dei tiri hanno queste difficoltà; vie varie e molto belle da provare a vista. La serata si conclude con un ottimo piatto di cevapcici al ristorante del campeggio accompagnati da un paio di Karlovacko… avevamo bisogno di un pò di buon umore data l’imminente partenza dell’indomani…

Per quanto riguarda i locali consigliati per una buona cena a Trogir c’è una vasta scelta soprattutto per le grigliate di pesce e carne che si consumano tra le viette strette della cittadina in stile veneziano.

Nella zona ci sono altre falesie (Sveti Vid sopra Trogir, Kozjak vicino a Klis, Marjan a Spalato), ma esposte a sud e impraticabili nel periodo estivo soprattutto con  le torride temperature di quest’anno, ma sicuramente consigliate in altre periodi dell’anno. Con più tempo a disposizione ci si può spostare un po’ di più e visitare le falesie di Hvar che offrono una grande scelta, come quelle sovrastanti la caratteristica cittadina di Omis.

Ripartiamo verso casa, digerendo ancora i cevapcici della sera precedente, e dopo 600 km esatti parcheggiamo il furgone sotto a casa a Ravascletto rilassati e pronti ad affrontare di nuovo il metereopatico “clima” carnico!

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~ di casanovam su agosto 23, 2012.

2 Risposte to “Croazia”

  1. Roba per chi ha capito tutto della vita!! tra breve copierò spudoratamente la vostra vacanza!! non credo le tue realizzazioni su roccia però!! 🙂 vedrò di eguagliarti con i cevapcici!

  2. […] CROAZIA | CALCAREA […]

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