Vado, la chiodo e torno (di Eugenio Pinotti)

Anche Eugenio Pinotti dà il suo contributo al dibattito sulla chiodatura delle falesie. Prolifico chiodatore piacentino, responsabile di molte aperture  in falesia e in parete anche in Sardegna e Sicilia, Eugenio ha lasciato il segno lo scorso anno anche in Avostanis (dalle Alpi alle Piramidi…),  regalandoci una lezione magistrale di chiodatura con “Il Principe del Foro”, meritatamente dedicatagli.

VADO, LA CHIODO E TORNO… di Eugenio Pinotti

Ho iniziato a scalare tardi, ma mi sono subito interessato all’apertura di nuove vie soprattutto nella mia zona (la Provenza di Piacenza).

Cosa mi ha insegnato l’esperienza maturata in questi anni?

Innanzitutto a guardare quello che fanno gli altri, con occhio critico e attento. Il poter condividere e confrontare questa passione con diversi amici (citiamo doverosamente il Doc e l’Oviglia nazionale…) è fonte di ispirazione ed esperienza pratica vissuta sul campo che ha un valore enorme.

Ho imparato a non avere fretta; quando attrezzo un tiro lo provo sempre in modo da segnare la posizione degli ancoraggi e dei moschettonaggi. Questa operazione richiede tempo, ma meglio una via in meno ben fatta che una produzione industriale senza controllo qualità…poi a volte, come dice un amico, non tutte le ciambelle riescono e devi tornare sui tuoi passi e correggere o rivedere parte di un lavoro fatto ma questo fa parte del gioco.

Prima di piantare il primo fix mi domando sempre e comunque se ne vale la pena, se tutto lo sbattimento a cui si va incontro porterà ad un buon risultato.

Chiudo con una piccola storiella: qualche anno fa mi telefona un amico, compagno di chiodatura, dicendomi di aver trovato una nuova falesia interessante e comoda da chiodare. Organizziamo un sopralluogo, ma quando ci troviamo finalmente alla base della parete io mi dichiaro molto perplesso, poche linee naturali, roccia che richiede una titanica opera di disgaggio…per farla breve mi tiro fuori e cedo il passo.

L’amico però è convinto, e ritorna alla nuova falesia armato di tutto punto per cominciare a mettere qualche sosta e chiodare un tiro. Lascia il materiale alla base, fa il giro e comincia a calarsi; per un attimo guarda in basso verso lo zaino che all’improvviso prende fuoco (probabilmente un contatto tra batteria di scorta e un moschettone) e in pochi secondi se ne va completamente in fumo…

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~ di calcarea su agosto 14, 2012.

Una Risposta to “Vado, la chiodo e torno (di Eugenio Pinotti)”

  1. E’ la seconda volta che ho notizia di questi strani fenomeni di autocombustione che colpirebbero i chiodatori di falesie. In un’altra occasione lo scenario avrebbe potuto essere ben diverso (Ustica?!), ma in ogni caso c’era sempre la stessa persona di mezzo….coincidenza?

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