Sicilia 2012

Come faremo a stare lontani dalla  Sicilia?

Un anno fa, al momento di scegliere la destinazione  delle ferie estive a S.Vito lo Capo, ci eravamo ripromessi di tradire solo per una volta l’amata Sardegna. Al ritorno da questa seconda spedizione estiva , a conferma che l’uomo non è un animale fedele, ci stiamo chiedendo come faremo a non tornare in Sicilia. Ma anche  in Sardegna….Di quante ferie all’anno abbiamo bisogno?  E come dirlo alla Fornero?

…spintarella…

Perchè in Sicilia, e nella zona di San Vito lo Capo in particolare, non c’è solo un vero e proprio paradiso per i malati di arrampicata. E neppure solo un bel mare per una vacanza estiva rilassante e deumidificante, con famiglia: a queste due attrattive  si aggiunge il richiamo di bellissime città e siti archeologici, di una gastronomia straripante e di una storia controversa e dolorosa che è la metafora della vita di tutti noi. Quest’anno poi, mentre anche dalla Carnia ci giungevano lamentele  sul caldo afoso, abbiamo anche goduto di un clima ideale sia per il turismo che per la scalata.

Chi ne avesse voglia, può leggersi sulla Sicilia  i post pubblicati da Calcarea in due anni di vita. Quest’oggi aggiungeremo le nuove scoperte fatte e le sensazioni che gelosamente riportiamo a casa, sperando  che durino fino alla prossima spedizione.

MARE: non è una scoperta che attorno a San Vito ci siano alcune tra le più belle spiagge della Sicilia. Sicuramente meno numerose e suggestive di quelle sarde, ma di sicuro meritevoli di una o più visite. Dieci giorni fa i quotidiani nazionali riferivano che una delle callette della Riserva dello Zingaro sarebbe stata votata  la più bella spiaggia d’Italia.

Ma la famosa “Riserva”, che sul versante di San Vito presenta in successione tre spiaggette magnifiche, non è l’unica attrattiva per gli amanti della tintarella e dei fondali. La piccola baia di Calamancina, vicinissima ai settori di arrampicata della Scogliera di Salinella, e il Golfo del Cofano (a 2 Km da san Vito) garantiscono anche un po’ di quiete, mentre la famosa spiaggia “caraibica” di San Vito Centro ha una sabbia finissima e un fondale ideale per i bambini e uno sfondo che lascia a bocca aperta gli adulti (i maschi a volte addirittura sbavano, ma per altri sfondi…)

SCALATE : a distanza di un anno abbiamo trovato tante novità nel circondario di San Vito, che a questo punto merita  il titolo del  più vivace e prolifico della penisola: numerose monotiri nuovi sparpagliati in quasi tutte le falesie, tre vie lunghe sul Monte Monaco, una intera falesia attrezzata dai finanzieri di Rolle, la nuova edizione della bella guida pubblicata dai chiodatori tedeschi e austriaci.

“Scogliera di Salinella” : l’ombra fino alle 13 in  quasi tutti i settori di questo infinito serpentone di calcare è l’ideale per una vacanza estiva: si scala al mattino riposati e freschi per poi dedicare il pomeriggio alle spiaggie e al mare. Rispetto allo  scorso anno abbiamo trovato numerose vie nuove ai settori “Campo Base” e “Grotta del Cavallo”. Belle e ben attrezzate quelle realizzate dal team di chiodatori d’oltralpe; non altrettanto gradevoli quelle chiodate in occasione del Climbing Festival. Evidentemente c’è in giro gente che non si preoccupa minimamente delle conseguenze di un posizionamento “stravagante” delle protezioni, anche alla luce delle recenti rotture di ancoraggi in zone marine. Lo sport nazionale del “fare i ricchioni cor culo dei altri” è ben sintetizzato in alcune vie nuove della “Grotta del Cavallo”. Complimenti e una medaglia di cartone ai valorosi chiodatori!

 Abbiamo visitato anche tre settori che non conoscevamo: “Bunker”, “Scomparto Rifiuti” e “Camping” : tutti consigliabilissimi e con molte vie anche per bambini e principianti, ma senza altissime difficoltà.

“Nuova Ossessione”: già vista lo scorso anno, non presenta novità, se non che la bella guida straniera riporta uno schizzo per l’accesso che lo rende meno indaginoso. Tutto sommato, nonostante le  notevoli potenzialità ancora inesplorate, questa falesia non è tra quelle più consigliabili di San Vito. Molto bello un 6b di 35 metri su canne e concrezioni, “Riscaldamento lento”. In qualche caso la chiodatura appare poco logica, ma questo è un difetto più che accettabile dovuto presumibilmente all’inesperienza e non alla malafede. D’altra parte nessuno nasce imparato, come si dice (e io, modestamente, lo nacqui)

“Parco Cerriolo”: nel giro di 12 mesi questa comoda e bellissima falesia, vicinissima al più famoso “Neversleeping wall”, è stata interamente richiodata e arricchita di una manciata di nuovi tiri. Visto l’avvicinamento di 5 min, e l’ombra che si mantiene in un settore  fino alle 15,  è l’ideale nei mesi estivi. L’aderenza può non  essere sempre perfetta, ma le vie sono tutte molto belle, di stile vario e adatte a tutti i livelli (salvo i bambini e Ondra).

 Anche alla “Cattedrale nel Deserto” abbiamo trovato delle accettabili  condizioni di aderenza e una discreta  frequentazione di climbers. Ma sul Monte Monaco le novità  più interessanti di quest’anno riguardano le vie lunghe: ben tre quelle aperte di recente: “L’Oracolo del Sud” (trovate un bel video con relazione su youtube), “Pare siano Trentini” e “Fiori strappati”, le ultime due aperte dai Finanzieri del Soccorso di Passo Rolle, che a novembre sono scesi in Trinacria per un Corso di aggiornamento.

 Noi abbiamo fatto “Fiori Strappati”, che ci è piaciuta moltissimo e ci ha impegnato soprattutto psicologicamente (secondo noi S3 o RS 2+). I due Alex, alla loro prima frequentazone sicula, si sono goduti la “perla” della parete, “Parole al Vento”. Secondo il Balestrone la più bella multipitch della sua (ancor giovine) vita.

 

 I Finanzieri hanno chiodato a monotiri  anche un’intera falesia sopra il Golfo del Cofano: un grottone a canne e concrezioni, già relazionato nella Guida austriaca  di cui vi abbiamo parlato. Ci son stato a dare un occhio: le vie sembano molto belle, ma il posto credo sia frequentabile preferibilmente in un periodo meno caldo dell’anno. In ogni caso ha un avvicinamento un po’ scomodo, specie se si hanno dei bambini al seguito.

Fiamme Gialle

Proprio sotto al grottone, dove si abbandona la strada che conduce alla Riserva del Monte Cofano per dirigersi verso la parete, ci sono due incantevoli spiaggette con un bel mare e un fondo di sassi tondi bianchissimi, più o meno graditi a piedi e schiena.

TURISMO: c’è poco da aggiungere a quanto già detto nei post precedenti. San Vito offre a prezzi molto accessibili le più varie possibilità di pernottamento (B&B, appartamenti, alberghi, camping) e di vitto. Quest’anno abbiamo speso 950 euri per l’affitto di 2 settimane di un appartamento con 6 posti letto, in centro. Si mangia molto bene spendendo poco. Oltre ai ristoranti già menzionati, vi segnaliamo il “Fico d’India”, all’ingresso del paese e l'”Agorà”, sul lungomare. A Macari, la frazione che precede  San Vito, abbiamo mangiato bene, con uno sfondo impagabile sul Golfo del Cofano, al “Pocho”.

Il miglior gelataio di San Vito si è spostato in una traversa del Corso (quella della Farmacia); ne abbiamo scoperto un’altro almeno altrettanto bravo. Non è facile spiegarvi dov’è, ma se ci sbattete di sicuro vi ricorderete che  si chiama “Allicca allicca”. Quest’anno il centro era molto affollato la sera e allietato da musicisti locali, datati ma molto validi. Guardatevi il video!

http://youtu.be/Eksyz4zXp0Q

Peccato  che gli eventi musicali più importanti siano concentrati in Luglio e Agosto (a San Vito e a Castellamare del Golfo si tengono due festival jazz di altissimo livello).

Abbiamo visitato Marsala, che merita di sicuro una gita sia per il bel centro storico che per una degustazione del vino che ha reso famosa la città nel mondo. Pensate che a Marsala degli intraprendenti amministratori locali hanno creato, adiacente all’edificio municipale, una “Enoteca Comunale”. Da noi per riempire le casse puntano sulle multe e sulle farmacie comunali; fossi nel Sindaco di qualche comune del Collio, ci farei un pensierino.

Trapani merita una gita pomeridiana e serale. La zona del porto e del centro storico è bella e ben tenuta. Il giardino botanico con le decine di enormi Ficus Colonnatum vale già da solo una visita. Naturalmente chi non ci fosse già stato, potrebbe aprofittare della vicinanza con Erice per fare un salto in questa incredibile cittadina, una delle più belle d’Italia. Noi dopo qualche vasca lungo i viali del centro ci siamo concessi una cena al “Serisso 47”, un ristorante che pur non avendola vale di sicuro una stella Michelin. Ambiente, menù e servizio di alto livello per una cifra metà di quella che avremmo pagato al nord per gli stessi attributi. Da non perdere!

In una giornata di “scarico” dall’arrampicata e dallo spiedo marino ci siamo sobbarcati un bel po’ di auto per visitare Cefalù e vi assicuro che n è valsa la scammellata. Ma in Sicilia qualsiasi divagazione ha buone probabilità di rivelarsi una scoperta. Cefalù, del resto, non è stata una sorpresa perchè  è una delle cittadine più famose dell’Isola. Ci si scalerebbe anche, in un’altra stagione. Noi per fortuna abbiamo potuto concentrarci sugli scorci e sui gelati, per i quali è anche giustamente rinomata.

E pensare che non abbiamo neppure mai sfiorato la parte di Sicilia per la quale si sprecano gli aggettivi più mirabolanti, la provincia di Siracusa con Ragusa Ibla, Noto, Dove andremo in Ferie la prossima estate?

 

San Vito lo Capo 9-23 Giugno 2012

 

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~ di calcarea su luglio 18, 2012.

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