Fanes (Pasquetta con chi vuoi…)

Soggetto: Gita scialpinistica di Pasquetta.

Personaggi: Ciccio, Argo (lupo italiano) ,  il sottoscritto e il gestore del Rifugio Fanes. Protagonista inconsapevole: sito internet “Over the top” e i suoi frequentatori, alcuni dei quali in vena di burle  sicuramente meno inconsapevoli.

Considerazioni: nel tentativo di digerire  una gita come quella di Pasquetta, per molti aspetti  disastrosa, per altri istruttiva, nei giorni a seguire ho riflettuto su una serie di “effetti collaterali” positivi che non esito a proporvi.

Per prima cosa: spegnete sempre il computer prima di addormentarvi. Eviterete così di trovarlo ancora connesso alle 6 del mattino, mentre  si aspetta la  partenza.  Così a me è  cascato l’occhio assonnato  su un  suggerimento postato in nottata dagli ultimi scialpinisti di Pasqua,  che ci ha fatto  cambiare idea sulla destinazione. Non più Croda Rossa di Anterselva,  ma Col Becchei, dove sembra ci sia stata una nevicata di farina esemplare e si mettano gli sci già dal parcheggio di Pederù.

E in ogni caso: perchè non  pensarci sù un poco, prima di dar tanta fiducia a un sito internet? Dieci anni fa il passa parola,  la telefonata sul posto, la guida cartacea e le previsioni del tempo in TV o sulla segreteria telefonica del centro meteo di  Arabba, forse ci avrebbero dato più miti consigli… 

Ora invece sembra che tutto quel che esce dalla Rete sia Vangelo: compresi i guaritori, gli integratori, le diete. Se scrive su Twitter  rischia addirittura essre credibile anche quel politico transitato  da Lotta Continua al PSI, poi dal Partito Radicale a Forza Italia, poi dal PDL alla Lega, che  adesso medita di svicolare nell’IDV o, se lo sgamano, nel Cinque Stelle di Grillo.

Mica scemo lui, o troppo scemi noi:  fate voi.

Secondo ammonimento : mai cambiare idea all’ultimo momento. Porta sfiga? Chissà: tante volte lo abbiamo fatto e ci è andata bene. Ma la scaramanzia e la iella si invocano di solito solo quando qualcosa è andato storto. Le altre volte tutto regolare, quasi dovuto.

Terza conseguenza : comunque abbiamo visto un bel posto; da lontano  ho anche avuto il privilegio di ammirare le famose placconate del Sasso delle Nove , su cui Messner tracciò delle memorabili vie alpinistiche negli anni Sessanta  , uniche nel loro genere in Dolomiti.

Quarto comandamento: abbiamo avuto la conferma che viviamo un un paese strano. Non che questa insignificante disavventura possa essere paragonata a un sasso lanciato  in autostrada o a un farmaco fasullo venduto a caro prezzo su internet:  dove la trasgressione delle regole e la corruzione attraversano  tutta la società, da nord a sud e dal ragazzino  al bar fino al capo del governo, cadere nel tranello di una gita inventata e pubblicata su “Over the Top” da qualche burlone solo per fare un dispettuccio a qualche ignaro e ignorante estraneo è ben poca cosa.

Ma certifica comunque un intenzione precisa: quella di colpire a caso. Non chi ti sta sui coglioni o chi secondo te merita quel dispetto, ma qualcuno nel mucchio, che neppure conosci e potrebbe essere la persona più mite e innocente di questa terra . Non è il nostro caso, evidentemente, salvo forse il solo Argo, che comunque  si è divertito lo stesso,  anche più di altre volte (poca neve, quindi  poca fatica, e una salsiccia offerta dal gestore del Rifugo Fanes!)

Quinto risultato: recuperata una slitta  sul pendio sopra il Rifugio (5 metri di OSA per il Ciccio!). Restituita al gestore, guadagnati due radler da mezzo e una salsiccia per Argo, gentilmente offerteci.  Il tutto consumato frugalmente sotto lo sguardo sardonico di alcuni gitanti stravaccati al sole , giunti al Rifugio in Jeep.

Sesto : un vero cristiano prima di tutto perdona!…mi ha ricordato il Ciccio al rientro, mentre tra un sorpasso e una staccata al limite tentava(mo) di mettere la ciliegina sulla torta di Pasquetta.  E’ sembrato un utile conforto anche per un ateo come me. Se non altro poteva voler dire che mi aveva già perdonato l’ ininterrotta cantilena di maledizioni, non tutte laiche, che avevo sciorinato scendendo da Fanes a Pederu. Se noi abbiamo perdonato,  loro quanto si saranno divertiti? Mah…

Trama : la mattina di Pasquetta, in attesa dei soliti compagni di sciate Ciccio e Argo, sbircio per l’ennesima volta Over the Top e Scivolare per centrare la gita giusta e mi imbatto in un post che consiglia la salita al Col Becchei da Pederu: 20 cm di farina sul pendio finale, strada ben innevata, la miglior sciata della stagione! Riferisco al mio compare e decidiamo di cambiare destinazione: anzichè Anterselva, Fanes! Dopo più di un’ora di scammellata con gli sci nello zaino realizziamo che c’è puzza di “pacco”. Infatti neppure il pendio finale è sciabile. Ripieghiamo su un cimotto secondario, godendo almeno del gran scenario dolomitico circostante.

“Messaggio” del Film: mai prendere per oro colato quel che trovate su Internet. Ma anche sui giornali o su una Guida. Spesso pure  il consiglio di un amico può rivelarsi un tranello,  involontario si spera…Come in molte altre occasioni, le contrarietà finiscono per ridursi ad uno solo dei numerosi aspetti di una giornata passata in buona compagnia in un ambiente splendido. Infatti, forse siamo tornati a casa un po’ più saggi. Di sicuro sani e salvi…

 

 

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~ di calcarea su aprile 23, 2012.

4 Risposte to “Fanes (Pasquetta con chi vuoi…)”

  1. ..che vuoi farci, i minchioni in giro ci sono sempre! Altro aspetto che ho notato dopo 15 anni di scialpinismo è che spesso tanta gente che ha appena iniziato descrive un itinerario come superlativo e in condizioni fantastiche, poi chissà perchè ci vai tu ed è a malapena sufficiente.. Ci vorrebbe un pò di più obbiettività nel giudizio complessivo, ma forse è volere/pretendere troppo da gente che si è affacciata allo skialp solo per le mode degli ultimi anni e che fra qualche anno non saprà più nemmeno che vuol dire “farina”, lastre ghiacciate, etc….

  2. Quest’anno poi con la penuria di neve che c’è stata per tanti bastava non beccare sassi sotto alle lamine che subito scattava lo “Stupendo”.. Mah…

  3. anche in tempi di crisi i cogli8nazzi non scarseggiano e mai scarseggeranno…. ad ogni modo il fanes è un posto magico anche con gli sci nello zaino!

  4. a me è capitato di uno scialpinista…… che due anni fa mi ha vivamente sconsigliato di fare il monte nero perchè da Udine ripeto da udine non lo vedeva in condizione…..ogni commento è superfluo

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