PATAGONIA

PATAGONIA: NOTE DI UN VIAGGIO

 

 Complice  uno strano inverno, assieme ad un amico di sempre, Maurizio, alla vigilia di capodanno acquisto il biglietto per l’ Argentina. Partenza da Venezia, scalo a Madrid e via a “occidente nella notte”. Dopo 12 ore si atterra a Buenos Aires, città troppo grande, caotica e calda per un carnico che arriva dall’ inverno. Brevissima tappa nell’attesa di un volo interno per El Calafate, una cittadina della Patagonia meridionale, punto di partenza per il parco Nazionale “Los Glaciares” (volo A/R Venezia – Buenos Aires € 1.100,00; voli interni c.a. € 150,00/250,00 a tratta).

Nell’attesa della partenza, visita della riserva naturale “Nimez” dove ho fatto per la prima volta nella vita il “birdwatching”. Io ho sempre seguito attentamente i movimenti dei nostri camosci cervi etc; direi che è comunque interessante poter osservare da vicino le varietà di uccelli, anatre, pivieri, fenicotteri rosa con la testa sott’acqua od il roteare attento e veloce del falco…..

 Alla sera ottima pizza ( niente da invidiare alle nostre) e la locale birra da litro (più buona e più economica ) e poi a nanna in un ostello come ai vecchi tempi…

Prima  tappa, direi quasi obbligata, è il Perito Moreno, un ghiacciaio lungo 30 km per 5 di larghezza ed alto circa 60 mt sopra il livello dell’acqua. Questo enorme ghiacciaio (stranamente in crescita) avanza di circa 2 metri al giorno e termina la sua corsa nel Lago Argentino dove pezzi di ghiaccio alti come grattacieli si staccano dal ghiacciaio e cadono in acqua con un grande fragore creando i famosi iceberg.

Per visitare questa meraviglia della natura abbiamo fatto un mini trekking di 2 ore per 6 km in un sentiero ottimamente attrezzato che si trova proprio di fronte al ghiacciaio. Ritorno a El Calafate dove si prenota il bus per El Chalten. Eh sì, qua in Argentina a parte  i “voli lunghi“ , ci si sposta in corriera (obbligatoria la prenotazione). Si usano dei bus panoramici a due piani con a bordo comode poltrone letto ed ogni comfort: televisione-air-condition-wc-bibite-pasti. Noi per nostra scelta facevamo gli spostamenti preferibilmente di notte (viaggi meglio, non perdi tempo, mangi, dormi ed al mattino si è pronti per un’altra uscita) ed il prezzo indicativo è di circa 0,08 euro/km.

 

 

 Partenza da El Calafate ed arrivo a El Chalten: 3 ore di bus per 220 km ,questa e l’immagine che si vede entrando in paese

 

El Chalten è una cittadina nuova,  nel senso che è nata 25 anni fa per scopi militari al fine di creare un avamposto argentino al vicino confine cileno. Negli ultimi anni, in seguito al notevole afflusso turistico, il villaggio si è ampliato dotandosi delle necessarie infrastrutture turistiche. Ci si  trova praticamente di tutto: agenzie turistiche, negozi, ristoranti, cabanas, ostelli e quant’altro ci si possa immaginare.

Qui noi abbiamo fatto “campo base” alloggiando in un ottimo ostello (per pura informazione vi do dei prezzi medii: da 15,00 a 25,00 euro a notte a testa per una doppia con bagno e prima colazione e si puo consumare un pasto di buona qualità con bevande incluse da 10,00 a 15,00 euro)

Da El Chalten siamo partiti per le nostre escursioni giornaliere, dapprima al campo base De Agostini, che si trova sotto il Cerro Torre,  e poi al campo base Poincenot ai piedi del Cerro Fitz Roy.

 

Ai piedi di queste bellissime montagne ho consumato gli occhi dietro un ottimo binocolo nella vana ricerca di trovare una linea fattibile che potesse portare in cima un comune mortale come mè. Niente da fare. La vetta del Cerro Torre è considerata fra le più inaccessibili al mondo perché, qualunque via si scelga, bisogna affrontare almeno 900 metri di parete granitica verticale e poi trovarsi di fronte ad un altissimo fungo di ghiaccio. Tale situazione si ripete al Fitz Roy. Certe salite per me rimarranno un sogno irrealizzabile; anzi non potrò neanche sognarle…

Aggiungo due note storiche: il nostro connazionale Cesare Maestri nei lontani anni 50 fece un salita “contestata”al Cerro Torre assieme a Toni Egger, fortissimo scalatore carinziano di Lienz (che aprì anche delle bellissime salite alla Kellerwand) il quale poi morì nella discesa.

Maestri ritornò poi nel 1970 assieme ad altri compagni realizzando la famosa via “del compressore”.

Nei giorni in cui  ero laggiù due news:

1. David Lama libera la via del compressore.

2. E’ polemica aperta per la schiodatura da parte di due americani (tali Kruk e Kennedy) di suddetta via; tipico comportamento yankee…

 

 Da El Chalten ci siamo trasferiti con una breve tappa prima a Bariloche e poi a Mendoza. Da Mendoza siamo saliti a Ponte sull’Inca, dove abbiamo visitato il Parco Nazionale dell’Aconcagua.

L’Aconcagua con i suoi 6.962 metri è la cima più alta di tutto il continente americano; fa parte delle famose “seven summits”. Si può considerare uno dei trekking più alti al mondo. Noi abbiamo lasciato la strada asfaltata a Ponte sull’Inca (che merita una visita), abbiamo raggiunto l’ingresso del Parco dove abbiamo compilato la cartolina di ingresso e pagato il pedaggio (per raggiungere il campo base ti chiedono  circa 15 euro, mentre per i campi successivi la tariffa aumenta fino ad arrivare a circa 600 euro per raggiungere la cima).

 

 

Per raggiungere la cima l’itinerario più facile è la cosiddetta via normale che si sviluppa sul versante Nord Est e non presenta particolari difficoltà alpinistiche; i rischi maggiori sono legati alla quota ed alle variazioni del meteo. Con una buona organizzazione e guide locali od europee un normale trekker ben allenato può tranquillamente raggiungere la cima aiutato dai muli e dai portatori d’alta quota. Si può anche affrontare la salita in stile alpino, previo permesso delle Autorità del Parco e con tre contatti radio obbligatori al giorno.

La nostra visita frettolosa/giornaliera si è limitata al campo base dei ranger alla “Confluencia” (3300 mslm)

 

Siamo tornati a Mendoza, poi Cordoba, Salta e quindi  su a La Cumbre che si trova al nord dell’Argentina vicino al confine con la Bolivia.

Qui siamo rimasti 3 giorno ed abbiamo fatto varie visite con un minibus e guida locale (50,00/60,00 euro al giorno a testa) raggiungendo le località di Chebrada de las Conchas, le rovine di Squilmes, Purmamarca, Los Salinas, Sant Antonio del los Chobres. Abbiamo fatto un passo di 4.170 metri (las Alturas) e siamo scesi a Pumamarca dove abbiamo fatto una bellissima passeggiata ai piedi della montagna dei 7 colori.

 

 

Ci siamo trasferiti a Humauaqua e poi giù a Juhuy con visita della città per poi scendere nuovamente a Cordoba e poi a La Cumbre. Qui abbiamo fatto visita ai gentili parenti di Maurizio, che tra l’altro ci hanno offerto la famosa grigliata di asado; carne mista alla griglia ed insalata con aperitivo/digestivo tipico fernet & coca-cola con ghiaccio. Va molto di moda  ed è come per noi lo spritz aperol. Per i vini noi abbiamo i nostri merlot cabernet e tocai (o friulano) mentre loro hanno un ottima produzione di vini locali tipo vino tinto, malbec e torrontes.

 

Nuovo ed ultimo trasferimento a Buenos Aires dove abbiamo fatto visita al locale Fogolar Furlan i cui membri ci hanno accolto a braccia aperte e con i quali abbiamo fatto il giro della città ed un rinfresco serale.

 

Il giorno successivo siamo partiti a oriente verso il giorno per raggiungere Madrid e poi Venezia. Il rientro è stato traumatico a causa anche del fatto che a Buenos Aires c’erano +36 C. e a Venezia – 8 C.! La laguna era ghiacciata, il clima ostile ed il leggero jet lag ci hanno scombussolato per qualche giorno.

 

Ultima nota: al rientro sono andato a cambiare in banca i 30 pesos avanzati (circa 6,00 euro) e mi è stato detto che potevano andare bene per spessorare le gambe dei tavoli…Gli stessi   banchieri che qualche anno fa vendevano per buoni i bond argentini…speriamo di non fare la stessa fine.

Mandi!      Alvise

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~ di calcarea su febbraio 9, 2012.

5 Risposte to “PATAGONIA”

  1. Belle foto e articolo.
    Ma siete stati fortunati col meteo e avete trovato sempre sole o avete fatto le foto negli unici giorni di bel tempo?

    • Scusa se mi intrometto, ma può darsi che Alvise non abbia letto il tuo commento. Credo abbiano davvero avuto sempre bel tempo, a parte una mezza giornata al nord. “Al timp e al cur….”

  2. Complimenti per l’ articolo ed ancora di più per il viaggio, mandi mandi

  3. Mandi Alvise.Un saluto anche a Maurizio (classe 55 di ferro).Approfitto di Calcarea,che ho aperto oggi, per ringraziarti delle foto che mi hai spedito via pc.Splendido resoconto del viaggio che avete fatto in Patagonia. Arrivederci a presto a Tolmezzo.Guido

  4. Complimenti Alvise per il divertente e preciso racconto. Belle le foto e credo bellissima l’esperienza con … l’amico di sempre. L’Argentina poi, per noi Italiani e friulani, ha un fascino particolarmente forte. Bravi, siete un esempio di come si dovrebbe vivere la vita. Un abbraccio. Claudio da Sauris/

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