Celestùz

 

Proseguiamo la descrizione dei sentieri meno conosciuti della conca tolmezzina rimanendo alle pendici del Monte Amariana. “Celestùz” è una località prativa ben visibile  anche dal centro del capoluogo carnico, dove un tempo si trovava uno stavolo le cui macerie sono oggi sommerse dall’erba gialla (lescje) che caratterizza questa radura.

E’ una breve ma interessante scarpinata che dalla località Sterbanuzzis si sviluppa per una prima parte  sui ghiaioni del conoide che conduce alla Citàte, su terreno non proprio regolare ma in suggestivo ambiente con una rada macchia di pini mughi. Questo ghiaione fu bonificato a mano dall’uomo dopo la seconda guerra mondiale, quando delle squadre di operai formate per un progetto di ripresa dell’occupazione dopo il disastro bellico (“cantieri Fanfani”) si dedicarono al riporto di terra e alla semina di piante su quel desolato e imponente pendio ghiaioso.

 

Son state le ultime amministrazioni comunali tolmezzine a prendere di mira questo luogo e quel lavoro, che immaginiamo non poco faticoso, permettendo sia la trasformazione di una parte dell’area in allevamento di struzzi (!!!), con conseguente  eradicazione di erba e piante di una sua parte, sia la realizzazione di più edizioni di una gara di moto enduro, che hanno letteralmente demolito le tracce di sentiero trasformandole in pietraia. Fortunatamente gli struzzi non sono mai arrivati. Ma c’è ancora qualcuno che tiene la testa sotto terra, per sollevarla solo quando ne derivi  qualche vantaggio , per se e per i suoi…

Descrizione.: Uscendo da Betania in direzione Illegio, proprio sulla prima  curva a sinistra  dopo l’ultimo bivio, si imbocca una ampia sterrata che attraversa il letto del rio di Sterbanuzzis. Invece che seguirla sulla destra, si punta diritti in salita per imboccare il nostro sentiero.

Lo si segue sempre in direzione dell’Amariana fino a raggiungere la briglia in cemento oltre la quale si entrerebbe nel territorio della forra della Citàte. Saliti sulla briglia con due passi un po’ impervi, la si attraversa completamente verso sinistra, per raggiungere il sentiero ben evidente e segnalato da ometti.

Il sentiero si snoda a tornanti nel bosco danneggiato dall’incendio del 2003, poi si raddrizza e diventa più ripido, finchè attraversa un rio sulla sinistra e prosegue su terreno più erboso fino a Celestùz. Si può proseguire ancora per qualche minuto lungo il prato fino a dove finisce in prossimità di un dirupo. Visuale a Nord su Dauda, Tenchia, Creta di Timau e a ovest su Verzegnis, Piombada e le altre cime della dorsale verso sud. A nord-est incombe l’Amariana.

Dislivello 400 metri circa. Esposizione ovest. Terreno drenante quasi sempre asciutto.

 

 30.12.2011

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~ di calcarea su dicembre 30, 2011.

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