Anello di Malga Turriee da Bevorchians (Val Aupa)

Anello di malga Turriee da Bevorchians

 

Per questo post, andrò a descrivere una variante di una gita  descritta da Calcarea nell’ agosto del 2010 consultabile a questo link https://calcarea.wordpress.com/2010/08/09/val-aupa-bevorchians-griffon-gran-cuel-in-mtb/

Visiteremo una malga situata a quota 1556 mt in una panoramica sella rivolta sul gruppo Zermula nella Val Incaroio da un lato e sulla Val Pontebbana dall’altro.

C’è da anticipare, non per scoraggiarvi, che questa escursione comprende tre tratti impegnativi a piedi sul sentiero CAI 435, il primo che da Forca Griffon porta a casera Forchiutta in 159 mt di dislivello e  un secondo da questa al pianoro che porta a casera Turriee in 149 mt di dislivello; infine l’ultimo che da malga Turriee porta a forca Turriee in 89 mt,  per un totale di 397 mt di risalita.

Molti lettori penseranno che si tratta di un inutile faticata con la bici a spinta, ma arrivati alla forca Turriee saremo ripagati da una discesa su single track di ben 1200 mt di dislivello negativo!

Anche la discesa riserva due tratti impegnativi da non sottovalutare: la prima parte della discesa da forca di Turriee e l’ultimo tratto da Gran Cuel alla statale, quest’ultimo consigliato a piedi da Calcarea  nell’ultima parte, che noi però affronteremo in sella con le dovute precauzioni e protezioni.

Fatta questa abbondante prefazione, spetta ai pochi lettori rimasti interessati la descrizione dettagliata dell’escursione.

In breve:

 Impegno fisico salita: medio-alto

Impegno tecnico discesa: medio

Dislivello+ 1200 mt

Distanza  21,92 km

Cartina Tabacco: 018

Descrizione:

Come di consueto in Val Aupa, lo start di varie nostre escursioni è situato nel comodo piazzale della trattoria da “Coset” (scelto non a caso per concludere in modo mangereccio la giornata).

Si parte uscendo dal piazzale ed imboccando la statale112 a destra, proseguiremo su asfalto per circa 900 mt fino ad incontrare un bivio a sinistra indicante la località Bevorchians , verso la quale  svolteremo.

 

 

 Affronteremo delle rampe cementate abbastanza impegnative fino a incontrare lo sterrato, al km 2  e quota 761 mt, della pista forestale che ci condurrà senza particolari difficoltà al bivio di forca Forchiettis dove  prenderemo a destra (km 8,50 quota 1287 mt). Per i curiosi, la diramazione di sinistra porta a Forca Zouf di Fau alto, quota 1380 mt.

Procediamo in un primo momento in leggera salita sulla forestale, seguito da un secondo tratto in discesa fino a forca Griffon (quota 1248 mt), alla quale dovremo fare attenzione per individuare alla nostra sinistra l’indicazione per malga Turriee (km 9,38).

Da qui con bici a spalla o a spinta lasceremo la forestale a favore della traccia CAI 435 “Carnia trekking” che inizia subito decisa.

La traccia è ripida ma pulita e ben segnalata. Pur  senza alcuna vista sulla vallata sottostante, si raggiunge il ricovero casera Forchiutta al km 10,61 quota 1407 mt; ci troviamo in comune di Paularo e alla vista di tre tetti rossi il panorama si apre a sipario sulla val Incaroio.

Una meritata sosta ristoratrice con annesso repertorio fotografico è d’obbligo.

 

  

Rimontiamo  in sella; la traccia ci concede di pedalare per un lungo tratto pianeggiante con delle brevi salite, vi raccomando di indossare il casco anche in salita visto il traverso esposto foglioso e scivoloso… se vi interessa sapere la consistenza del manto foglioso contattate pure il nostro caro amico idraulico “Pacio” che l’ha testato, (testato non in senso di prova ma di testa!); questo però è solo uno  dei numerosi sketch acrobatici che suo cugino Loris gli deve aver insegnato…

 

 Dopo il pianoro si riprende a spinta, la vegetazione si dirada e il panorama ci distoglie dalla fatica; ci affacciamo alla vallata sovrastante Ravinis e Paularo, di fronte a noi il monte Zermula, il cielo è sereno e si spazia a 360°.

Ritorniamo nuovamente in sella, un pianoro sottozero colmo di brina ci separa da malga Turriee, la vediamo al sole in lontananza.

 

 

Ci troviamo a 1555 mt di quota, è quasi dicembre eppure non fa eccessivamente freddo, c’è un tiepido sole e questo ci basta per una breve pausa a barrette presso il tavolo con panchine proprio in cresta Turriee.

Parte a 90° rispetto al nostro arrivo la traccia CAI 435a che ci condurrà a forca Turriee, il primo tratto è pedalabile, ma in seguito siamo costretti a scendere in quanto sprovvisti di catene da neve!!!

 

Forca Turriee è al sole e fra i mughi che riparano dal vento ci prepariamo alla discesa, come mi è solito ricordare, praticate questi sentieri in discesa solo se siete preparati e vi sentite all’altezza della situazione, l’esibizionismo e lo sfidare la sorte in questi luoghi può costarvi caro, quindi, casco e tutte le protezioni, sempre!

Ricordate di evitare la traccia che prosegue in salita, non ci sono segnalazioni ma la traccia porta a casera Pradulina, prendete a desta in discesa, e attenzione all’ esposizione.

Si scende su traccia sassosa con qualche traverso da fare a piedi ma divertente e non molto impegnativa fino ad arrivare alla casera Palis di Lius a quota 1470, km15,58.

Al km 17,46 quota 1158 incroceremo la forestale CAI 434 proveniente da Forca Griffon e menzionata come “bivio fantasma” nel post di Calcarea, da qui la discesa su singletrack è la medesima del post fino a giungere al tratto scalinato dove il nostro stuntman “Pacio” ci ha deliziato con un gran finale a rana (ma l’acqua non c’era!).

 

 

Dall’incrocio alla statale non rimane che scendere sulla 112 fino a ritornare al punto di partenza, parcheggiare la bici e gustare un ottima pasta alla trattoria…

PS: la trattoria dispone gratuitamente di aghi, cerotti e qualsivoglia articolo medico per la rimozione di spine conficcate nelle mani in conseguenza di voli acrobatici… ogni riferimento a cose, persone, luoghi è puramente… rivolta a Pacio!!!

Devis Deotto

 

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~ di calcarea su dicembre 6, 2011.

15 Risposte to “Anello di Malga Turriee da Bevorchians (Val Aupa)”

  1. Sì, vabbe’, ma sllora questo qui cos’è http://bicidimont.wordpress.com/2011/05/07/ritorno-al-futuro/ ?
    Ciao collega 😉

    • Pur non essendo l’autore del post, ribadisco quel che già scrissi qualche settimana fa: se questo blog ha molto presuntuosamente una pretesa, si tratta della divulgazione e non dell’originalità. Non so se il sottinteso alla tua domanda sia che per scrivere di una bella camminata su un bel sentiero lo devi aver picconato di persona “di lunc in fur”. Se così fosse, abbiamo opinioni diverse. Per cui, pur cercando di proporre novità, non possiamo sostenere (ne ci interessa, almeno a me) che nessuno prima sia passato in bici di qui o di lì. Ma questo credo importi poco alla gran parte dei pochi lettori. Tra l’altro, la discesa su sentiero proposta da Devis è stata percorsa un bel po’ di anni fa da dei bikers tolmezzini che salirono addirittura da Cjaneipade (Paularo)….mandi!

  2. Qui le polemica si fanno sempre più numerose….
    Forse qualcuno crede che sui blog bisogna pubblicare solo le scoperte, i nuovi sentieri, le nuove vie ecc ecc…
    Io la penso diversamente… descrivo le escursioni che ho vissuto, anche se praticate sicuramente in passato da molti altri e ci infilo pure un accenno satirico verso i miei compagni.
    Di certo non mi offendo ne polemizzo se l’indomani su un altro blog altre persone descrivono la stessa gita a modo loro….io ho descritto la mia…
    Ma se a qualcuno dà fastidio…

    • Mi sembra che l’uso della faccina sia chiaro, non era mia intenzione fare polemiche altrimenti non la usavo… Magari imparare due cose sulla netiquette farebbe bene a tutti. Ciao e buone pedalate!
      🙂

  3. Ok, anch’io ho scritto di getto senza pensarci su, mi sembrava una bella cosa condividere uno dei giri più spettacolari della nostra regione, lo faccio ogni anno dal 2008 😉
    Mandi mandi.

  4. Mandi fruz, mi aggiungo nel menzionare un tragitto già percorso da bikers tolmezzini nel passato – onde evitare polemiche – ed in parte annunciato da Gianni nel suo post. Si tratta effettivamente della devastante ascesa a malga Turriea da Dierico, proprio passando da Cjaneipade. Salita contraddistinta da una prima parte lungo strada asfaltata/sterrata/cementata/pedrata con pendenze che in alcuni punti superano abbondantemente il 25% e mettono a dura prova l’equilibrio. E’ assieme a Stentarie, Navas da Corva, Talm da Sostasio una delle più impegantive salite della Carnia (e dintorni). Fortunatamente non ha delle pendenze propriamente costanti ma è sufficientemente discontinua da permettere di recuperare lo sforzo tra una rampa e l’altra. Rappresenta comunque un’ottima sfida per testare le proprie capacità fisiche. Dopo il ricovero Cjaneipade la sterrata procede in blanda salita fino ad un bivio che si segue sulla dx e che interrompe l’ascesa in corrispondenza dell’attraversamento del Rio Cullar. Da qui inizia la seconda parte della salita in Turriea da effettuarsi ahimè bici in spalla per una mezz’ora scarsa lungo il CAI 438. A questo punto si tratta di ripercorrere al contrario il sentiero descritto nella presente relazione fino in forca Griffon. Vi assicuro che fatto in discesa in questo senso è di una goduria veramente impareggiabile! Giunti in Griffon la chiusura naturale dell’anello sarebbe quella di intraprendere il CAI 434 che parte sulla dx rispetto alla direzione di discesa e che, passando per Plan di Mueia, riporta a Dierico. Purtroppo le condizioni di ciclabilità del sentiero hanno dimostrato di essere molto variabili negli anni. Infatti in mancanza di un’adeguata pulitura del sentiero, che spesso non avviene, sul selciato si trovano frequenti rami/alberi, sassoni o smottamenti che costringuono a frequenti discese dalla bike. In particolare nel primo tratto che è caratterizzato dall’attraversamento di alcuni rii che di conseguenza trasportano materiale in caso di piogge forti. Se non si ha quindi la fortuna di passare dopo una rara sistemazione da parte dei volontari del CAI suggerisco di salire lungo la sterrata fino in Forca Zouf di Fau e da qui percorrere in discesa il CAI 436 che si ricollega al precedente in prossimità di Plan di Mueia. Per conformazione orografica è meno soggetto a devastazione. L’ho percorso l’ultima volta la settimana scorsa (metà giugno 2013) e devo dire che a parte un primissimo tratto iniziale risulta essere praticamente del tutto ciclabile. Esso è lungo, tecnico in alcuni tratti, in altri punti forse un pò complicato da seguire (occhio ai segni), ma vi assicuro che la picchiata è di quelle che rimangono dentro, di quelle che ti vien voglia di tornare sù (magari in elicottero il secondo giro, sic…) e ributtarsi giù a bomba!
    Per info sono disponibile

    • Hai ragione Alberto, ho “perlustrato” a piedi questa primavera ambedue le diramazioni. Quella verso Griffon è interrotta e comunque sarebbe meno interessante di quella da Zouf di Fau, che era mia intenzione percorrere e relazionare quanto prima.

    • Ciao Alberto, aspetto di essere un po’ più in forma per provare questa discesa partendo da Tolmezzo, via Val Aupa. Nel frattempo volevo sapere se hai notizie sulla parte del 436 che dalla Forca scende verso la Val Aupa incrociando la carrareccia che sale da Gallizis. Grazie, mandi

      • Ciao Gianni, per quanto riguarda il CAI 436 che ridiscende in Val Aupa non posso darti informazioni esaustive, in quanto non l’ho mai fatto. Posso solo dirti che un personaggio del luogo (ma non un ciclista, quindi relativamente attendibile…) mi ha detto che per ridiscendere in valle un sentiero che dovrebbe essere molto più gradevole è quello che, pur tagliando nella parte alta la pista che sale da Galizzis, scende attraverso gli stavoli Cueste Mozze alla borgata di Saps. Non l’ho mai percorso, ma a naso direi che nel complesso la via di discesa più gratificante rimane quella di Gran Cuel sul CAI 435a. Ad ogni modo, visto che… se non vedo, non credo… farò una puntatina a provarlo! Magari il primo dei due che lo prova dà notizia…
        Mandi!

      • Ciao Gianni,
        il sentiero che scende da Forca di Fau verso Gallizis l’ho fatto a piedi (in salita). Al bivio oggi abbiamo proseguito verso il m.te Flop…http://itinerari.mtb-forum.it/tours/view/10445
        Prossimo week end torniamo su passando per Forcella Griffon prendiamo il 435 (interamente ciclabile fino alla Forca di Fau) e poi scendiamo il 436 verso la Val Aupa…mandi e buone pedalate a tutti i bikers…
        Lucianomtb

      • MI stavo proprio chiedendo se fosse ciclabile dalla parte dell’aupa. Ti consiglio anche di scenderl verso Paularo. L’ho fatto a piedi in primavera, poi ho ricevuto da Alberto il consiglio di provarlo. Secondo lui (e io, seppur a piedi, condivido) è una vera figata. Piuttosto che salire per Cjaneipade e Turriee, penso però che convenga partire da carnia, fare la sterrata di campiolo, moggio, gallizis verso griffon, poi forca di fau e quindi giù.

  5. Provata, dopo tanto tempo, la mulattiera di guerra che da metà della strada per Griffon scende alla borgata di Saps. Il primo quarto, fino agli stavoli di Cueste Mozze, è disintegrata dall’acqua. Peccato, la traccia sarebbe bella ma la ciclabilità è ai minimi termini. Da Cueste Mozze a Saps invece molto bella. A parte un breve tratto esposto e sassoso (pericoloso ma in realtà più facile di quello che possa sembrare), la traccia è bella larga, pulita e molto veloce (e davvero panoramica!).

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