Anello del Monte Strabùt da Cavazzo

Continua con questo secondo post il contributo di Devis alla nostra sezione di MTB. Come già detto, gli itinerari proposti dal nostro amico sono dedicati ad appassionati esperti, perchè caratterizzati da difficoltà tecniche e dimestichezza con il ripido. Con grande piacere vi proponiamo  l’ “Anello del Monte Strabut”!!!

Premessa:

Girovagando per i sentieri della Carnia mi sono imbattuto diverse volte in cartelli indicanti “Cammino delle Pievi”. Preso dalla curiosità su cosa fossero, ho deciso…perché no, di provarne uno in MTB…dopotutto “I sentieri delle Pievi in MTB” suona pure bene!!!

Sono partito da Cavazzo (fate gli ecologisti e partite in bici da casa, se non siete di Lignano!!!!) ma l’anello può prendere lo start dal piazzale di via del Forame di Tolmezzo (Forgiarini per intenderci).

Si tratta di un escursione per amanti del puro allmountain, rampe dalle pendenze estreme (30%) numerosi tratti a piedi, passaggi su ghiaioni esposti, sentieri che dire da trial è poco, insomma…se siete masochisti (o un po fuori come me) fatelo!!!

Vi raccomando… bici full generosa, freni a disco, protezioni ginocchia e gomiti, casco da enduro e guanti lunghi…

La descrizione, nel mio caso, ha inizio dal parcheggio del campo sportivo di Cavazzo.

Attraverso la strada Regionale 52 prenderemo a destra alla volta di Tolmezzo, ma c’è la possibilità di usare la pista ciclabile a tratti fino al ponte Avons.

Oltrepassato il ponte Avons, al primo bivio gireremo a destra verso la zona industriale ed alla rotonda (monumento con un aereo) usciremo alla seconda laterale che ci porterà all’incrocio per la frazione Betania (km 6,33)

Con molta attenzione attraversiamo l’incrocio, le gambe sono calde e pronte all’ardua impresa, e iniziamo la salita non impegnativa che porta alla frazione di Illegio.

La strada non è molto trafficata e panoramica, oltrepassiamo una galleria e quasi all’abitato di Illegio (km 10,16) prendiamo la stradina sterrata di sinistra avente i cartelli citati nella premessa.

 

 Proseguiamo su sterrato per un breve tratto fino ad un bivio da cui parte una cementata dalla pendenza assurda, che dobbiamo  proprio affrontare……

 

 Nei prossimi  2 km rimpiangerete di aver scelto di provare questo anello…ma è solo l’inizio!!!

La ripidissima salita vi concederà solo qualche breve pianoro in due punti e la vista sulla verde vallata di Illegio  e  sul monte Sernio non vi distoglierà dalla fatica.

 

 Arrivati al km 12 (dopo un secco tornante a sinistra, a metà di una rampa con dei grossi faggi ) troveremo a destra l’inizio del sentiero molto ben segnalato CAI che avvierà la traversata dello Strabut.

 

 

A spinta portiamo la bici per una decina di metri e al pianoro…casco e protezioni on board, iniziamo la discesaaaaa! Il fondo è foglioso…quello che serve per riuscire a fare in derapata i tornantini in sella e in caso di cadute ad ammortizzare l’impatto!

Il sentiero è molto tecnico ed impegnativo…bellissimo!

 

Purtroppo la manna dal cielo finisce…è il momento di spingere!!!!

Un po’ a spinta, un po’ in sella la lunga traversata in piano compie una nuova impennata (km 12,40) e poi spiana consentendo di riprendere a salire in sella. Purtroppo la vegetazione nasconde gran parte del panorama sottostante e dei monti sovrastanti Fusea e la  vallata di fronte.

 

 Il sentiero pian piano migliora, bisogna fare molta attenzione ai ghiaioni che lo attraversano, nel dubbio è meglio scendere e portare la bici a mano.

 

 

 Arriveremo al punto non ciclabile dell’itinerario (non provate a farlo in sella se non siete esperti discesisti) e con una serpentina di tornanti molto stretti perderemo notevolmente quota fino ad arrivare ad un bivio, la nostra direzione è quella di sinistra. (se avete dubbi lungo il sentiero, guardate in giro e cercate i segnavia biancorossi, in questo punto è facile perdere il sentiero.)

 

 

Dopo un breve tratto a spinta inizia un fantastico sentiero ghiaioso ma compatto, possiamo fermarci e finalmente la vegetazione si dirada consentendoci una bellissima vista sul Verzegnis e sulle pendici sovrastanti l’abitato di Fusea.

 

 

 

Il sentiero migliora notevolmente, rimanendo sempre tecnico, fino ad incrociare il segnavia per la cima del Monte Strabut.

 Subito dopo il cartello, a un bivio si prende a destra.

Un susseguirsi di passaggi tecnici ma veloci in salita su terra battuta e sottobosco ci portano finalmente alla torre Picotta che sovrasta Tolmezzo. Qui una sosta con vista dalla torre è d’obbligo, basta salire la scalinata che porta sul “tetto” e il panorama vi lascerà senza fiato.

 

 Riprese le forze…ci aspetta una lunga scalinata che mette a dura prova gli ammortizzatori della bici, arrivati a fondovalle ad un quadrivio proseguiremo diritti verso un grande prato, siamo in località Pracastello.

 

 

Poco dopo, usciti dal bosco potremo ammirare nuovamente un magnifico panorama su Tolmezzo e scorgere un ampio piazzale asfaltato da cui parte la strada forestale che ci riporta alla strada percorsa all’andata.

Se non ne avete abbastanza di scalini e siete partiti da Tolmezzo…al piazzale asfaltato, prendete a destra subito fuori dal bosco, attraversate il prato e in fondo sulla destra imboccate l’ultimo tratto scalinato (muretti in sasso) che vi riporta in via del Forame

Per chi è partito da Cavazzo …basta arrivare alla frazione Betania e  ripercorrere all’inverso l’itinerario per Cavazzo su asfalto, oppure all’incrocio girare a destra se siete partiti da Tolmezzo

 

~ di calcarea su ottobre 15, 2011.

8 Risposte to “Anello del Monte Strabùt da Cavazzo”

  1. Questa famigerata salita allo Strabut è peggio di Zoncolan e Stentaria?
    Di che pendenze parliamo? Vedo un 37% !!! Me la descrivete più nel dettaglio per cortesia. Grazie

  2. Salita breve e masochistica, soprattutto per il rientro con freni a manetta. Pendenze elevate ma per tratti abbastanza brevi, con fondo cementato con qualche detrito. L’ho fatta di recente, restando in sella. Se la faccio in sella io….Quindi niente a che vedere con le salite che citi, nonostante la pendenza possa essere simile alla Stentarie. Ti consiglio di abbinarla ad un giro più ampio (per esempio il Troi di Lavare, che sbuca proprio lì di fronte; lo trovi su questo blog) perchè da sola non vale proprio la pena. Ciao

  3. Ciao, ma non c’è modo di mandarvi un messaggio privato?

    • Il giro del Monte Strabut è stato postato da Devis, che ha il suo blog di giri in bici “Bulo’s e Bascta”. Quindi per complimenti o improperi puoi rivolgerti a lui (deotto.devis@gmail.com).Di solito quando il post è di un “collaboratore esterno” (!) è firmato dallo stesso. Tutti gli altri sono della redazione di Calcarea. Un’indirizzo email al quale puoi scrivere diversamente dal blog è cattagibi@tiscali.it

  4. l’altro giorno ho provato a fare un giro dello strabut in mtb.
    sono salito dal lato di illegio seguendo la cementata fino in cima (roba da matti); arrivato in cima ero troppo stanco per tentare una discesa su sentiero e quindi sono tornato giù facendo dietrofront.

    Oggi invece( a piedi) sono partito da prà castello ed ho iniziato la salita prendendo il sentiero che sale a dx (dal lato opposto rispetto a torre picotta); sono poi arrivato ad un bivio che indicava “precefic” o “m,te strabut”. Ho seguito precefic che poi si riconduce alla “direttissima strabut” ma non mi sembra fattibile per intero in sella (in discesa), se invece fossi andato a DX com’è il sentiero?

    E’ pensabile riscendere dalla cima dello strabut a tolmezzo in sella (o in sella per la maggior parte del tempo)?

    • Finalmente ho trovato un possibile frequentatore dei sentieri di Precefic! Ma andiamo con ordine: secondo me la discesa dalla cima lungo il sentiero che poi arriva al bivio da te menzionato è tentabile, ma non credo ciclabile per intero. In ogni caso andrebbe provata senza troppa foglia sul terreno. Voglio però consigliarti le quattro discese di Precefic che ho “coltivato” negli ultimi anni. La prima è quella che hai fatto a piedi oggi. Io di solito porto la bici fino allo scollinamento, proseguo in discesa (due tornanti difficili) poi al momento di risalire verso Picotta tengo la sinistra (ometti) lungo un colatoio che mi porta in Pracastello. Una discesa più tecnica è il rientro da Precefic sulla via di salita, con l’aggiunta di un allungamento (ometto) che scendendo ti porta verso sinistra in Betania, sbucando su una strada bianca. Le altre due possibilità sono un po’ più ripide ma meno tecniche. La prima: salendo come hai fatto oggi, cento metri dopo l’obbrobrioso altare votivo, vedi sulla destra un segno di vernice gialla su un sasso: lì inizia una discesa con segni gialli che ti porta sulla strada bianca di cui sopra. Ultima possibilità: quando stai traversando in saliscendi Precefic nella direzione che hai seguito oggi, dovresti notare sulla sinistra un segno giallo che introduce a una discesa che ti riporta nei pressi dell’altare. Ti sarei grato se andassi a farci un giro e mi dicessi cosa ne pensi. A me piacciono molto, credo siano un bel passatempo. Mandi!

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