“Radime”, ERTO, Monte Alz.

Week end condizionato dalle avverse condizioni meteo, quindi dedicato ad attività “di fortuna” come l’arrampicata su maiolica e la mtb su fango, oppure alla documentazione di altre imprese.

Come quella del nostro pupillo Nicolò, che continua l’avvicinamento ai piani altissimi delle classifiche di corsa in montagna, piazzandosi sesto assoluto a poco più di 30″ dal vincitore, nella cronoscalata della “Radime”, da Villa Santina fino in località Porteal.

Folta la partecipazione di simpatizzanti di “Calcarea” e di molti “personaggi” del podismo tolmezzino a questa bella gara che si snoda  lungo la vecchia “pedrata” ed  è percorribile piacevolmente  in discesa anche con la mtb.

Domenica  invece  penalizzata  da una poco azzeccata spedizione ad Erto, dove ci si sposta di solito con il brutto tempo e il freddo, che ci avevano accolti al risveglio in Carnia. Diversamente dalla nuvoletta dell’impiegato, ma con analoghi risultati, il sole ci ha sorpresi  inesorabile nella conca della famosa falesia antistante il sinistro Monte Toc.

Per quel che mi riguarda, non avendo “il livello”, ho arrancato sui soliti tiri facili riproponendomi per l’ennesima volta di cancellare questo posto dai miei ricordi e progetti. Ma so che ci tornerò, confidando in una bella perturbazione, e magari cambierò di nuovo opinione. In ogni caso mi consolerò con la solita sbirciata alle grandi opere in legno di Mauro Corona esposte nei suoi “atelier” in centro paese…

Posso però assicurarvi senza paura di essere contraddetto che:

1) Continua ad esserci gente che anche in condizioni di aderenza drammatiche, come quelle di domenica, salta i moschettonaggi dei primi rinvii dei tiri “di riscaldo” con assoluta tranquillità, dimenticando o non sapendo che anche a climbers di assoluta e altissima esperienza può capitare di finire sulle pietre del terreno  e farsi male….continua a sfuggirmi il senso della cosa, visto che si tratta di vie di 20 metri dove l’attrito  della corda è inesistente e vista l’altezza da terra del primo spit non esistono proprio problemi di “dinamica” in caso di volo.

"Le Rose..."?

2) Le “cartine” con filtro rollate sul posto hanno sostituito quasi del tutto le bionde sigarette normali, per cui la preparazione delle stesse, un tempo ben poco interessante come fenomeno di costume (un lampo e via…) ha lasciato il posto ad un ennesimo rituale dell’arrampicata che può risultare  curioso e divertente da osservare, per chi non sia troppo preso dalle perf . Sembra che tutti usino  lo stesso tipo di tabacco: il  meno costoso, tra l’altro…. Nonostante la presenza dei soliti  tavoloni in legno alla base, non ho notato la comparsa di auspicabili  portacenere. A compensare l’assenza delle “bionde”, comunque,  ho notato e gradito  la presenza di almeno due “brune” molto meno nocive alla salute (una fumatrice, l’altra no!)

3) Rimane poi un mistero il fatto che una delle pareti di arrampicata più famose e affollate d’Europa presenti ancora una tipologia di materiali di assicurazione (spit, soste, rinvii fissi) degna di paesi molto meno fortunati del nostro (economicamente intendo; nessuno ci invidierà di certo la classe politica….). Ho notato una sola via richiodata inox (con impeccabili resinati Raumer); una buona  parte delle vie sono state ammodernate con fix e placchette in lega (tipologia prevalente 10 mm, placchette Fixe gialle); resistono ancora in parete numerose vie, anche molto trafficate (vedi “La Passera”, forse anche per il nome….) attrezzate con sottili placchette vetuste (le Cassin di “Cassiopea”) o addirittura autocostruite…ma  più di 20 anni fa…

Mi piacerebbe leggere qualche vostra interpretazione su questo che  per me rimane un fenomeno  inspiegabile (ma non dovrebbero  essere   carnici e triestini  i “cragnini” ?!)

 

 

Lunedì ho accolto uno dei suggerimenti di Devis e ho tentato la traversata in mtb del Monte Alz, tra Pusea e Cavazzo. Nonostante il fondo non fosse ideale per l’abbondante pioggia dei giorni precedenti, mi sono divertito tantissimo. E’ uno dei sentieri più belli del circondario, mai tecnicamente difficile o esposto. Si scende a volte a spingere ma complessivamente ne vale veramente la pena. Non ho rilevato  chilometraggio e  dislivelli e c’è un solo bivio da non mancare (pena continuare a girare in tondo), ma ve lo consiglio assolutamente.

Descrizione: fino a Pusea seguendo gli itinerari che preferite. Da qui in direzione di Cavazzo lungo la sterrata che risale lentamente in direzione sud. Al bivio più evidente, dove la traccia principale inizia a scendere, salire a sinistra lungo la strada di guerra. Dopo 500 mt si giunge al trivio descritto da Devis nel suo commento al tracciato di Avrint (vedi post), in prossimità di una legnaia.

Qui ci sono tre possibilità, che vi indico di seguito partendo da sinistra: 1:  girare decisamente a sinistra e imboccare la strada sterrata che sale verso il Monte Zouf ; 2:  seguire la traccia di sentiero che in leggera salita si dirige verso una selletta (questo sentiero, dopo un bel traverso pulito, scende verso il torrente Ambiesta con tracciato impegnativo e sassoso); 3: dopo dieci metri del sentiero che va alla selletta, girare a destra su una traccia erbosa che affronta subito una decisa salita. Questa è la direzione da seguire per la gita sul  Monte Alz.

 

Vi aspetta un interminabile saliscendi, in gran parte ciclabile e ben riconoscibile per le evidenti tracce lasciate dalle moto. Occorre fare attenzione solo a un bivo, appena prima di un abete secco schiantato. Qui bisogna prendere a destra in discesa in una specie di breve canale e proseguendo raggiungere un rio incassato (qualche passo a piedi) e subito dopo la sterrata che porta a fine discesa con un tratto asfaltato, nei pressi del “Pescatore”, a Cavazzo.

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~ di calcarea su giugno 16, 2011.

2 Risposte to ““Radime”, ERTO, Monte Alz.”

  1. Te l’avevo detto che era un giro magnifico….
    La prossima volta dal bivio della catasta prendi la strada a sinistra…. scenderai alla chiesetta sopra il lago di Verzegnis…
    buon divertimento…

  2. Potevi proporci le foto delle 2 brune invece dei soliti uomini!

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