Circuito di CESCLANS

Il percorso che si snoda attorno a Cesclans (frazione di Cavazzo Carnico) è sicuramente uno dei più  completi e divertenti itinerari “cittadini” della Carnia. Quest’ estate, purtroppo, non verrà ripulito dalla ricrescita erbosa perchè i bravissimi animatori della gara hanno deciso di prendersi un anno di pausa. Sarà un po’ più difficile, per chi già non lo conoscesse, riuscire a percorrerlo senza sbagliare direzione, visto che molte tabelle sono state rimosse e l’erba è già bella alta in alcuni tratti. Per questo ho pensato di pubblicarne una mia “versione”, non necessariamente uguale al percorso di gara, sperando di renderlo ancora più popolare e quindi riconoscibile.

Descrizione.: la mia versione del circuito parte da Cavazzo Carnico,nella  zona del campo sportivo. Provenendo da Tolmezzo, da Somplago o dal centro del paese, si imbocca la strada asfaltata che porta le indicazioni per “Il Pescatore” e corre parallela al lato lungo del Campo. Dopo 1 km di falsopiano si gira a sinistra attraversando il ponte e si affronta una salita di circa 1 Km che spiana in una piazzola dove si tiene la sinistra in discesa ( andando a destra bella ascensione su sterrato sino ai ruderi dello stavolo di Gialeit ). Dopo 200 metri si sbuca nei prati e poco prima dell’unica netta curva a destra, si prende a destra una traccia ben evidente che si dirige verso il bosco. Poco prima di raggiungerlo si incontra un bivio e si gira a destra sulla traccia meno marcata.

La pista diventa sentiero e dopo un brevissimo tratto ghiaioso entra decisamente nel bosco per affrontare la salita più impegnativa del tracciato, che comincia con una curva a 90° a sinistra. Poche decine di metri con due rampette molto impegnative e si sbuca in un praticello dal quale inizia un saliscendi che poi diventa decisa discesa, con fondo discreto e non troppo ripido. A un bivio ( Km 3,8 dal campo) tenere la destra seguendo la traccia più scavata (dalle moto!!!). Infine il sentiero si trasforma in stradina e 500 metri dopo al successivo bivio si prosegue diritti in piano.

Si sbuca tra le case in prossimità di una bella fontana e dopo pochi metri asfaltati si gira a destra a 90° su una strada sterrata che si dirige in piano verso una sbarra (evitarla sulla sinistra senza scendere). Superato un piazzale la strada comincia a scendere. Dopo 200 metri si imbocca con slancio un sentierino che sale a sinistra quasi parallelo alla strada principale. Questa salita è molto bella e abbastanza pedalabile, salvo due brevissimi scollinamenti da affrontare “sgommando”. Si conclude dopo 400 metri con un tornante secco e ripido a sinistra.

Proseguire verso il traliccio seguendo i segni rossi (breve risalita non ciclabile). Con un bel single track (seguire i segni rossi) si sbuca di nuovo sulla strada nei pressi della sbarra e si torna in direzione della fontana. Poco prima di raggiungerla si gira a 90° a destra in salita (Via “Lì dal Cuel”) e dopo 30 metri si gira  ancora a destra costeggiando una bella casa ristrutturata con evidenti archi. Si affronta una salita erbosa e quando dopo poche decine di metri sta per spianare, ci si immette a destra su una mulattiera pianeggiante. Inizia qui un lungo tratto di falsopiano nel quale dovrete sempre andare diritti costeggiando il bosco, ignorando gli inviti a destra. In due occasioni vi sembrerà di perdere per pochi metri la traccia perchè quest’anno il percorso non è stato falciato. Ma sbucherete infallibilmente di nuovo tra le prime case in corrispondenza di un reticolato, davanti al quale girate a destra per seguire la traccia che sale rientrando nel bosco. (fin qui 7,8 km.)

Di nuovo un fantastico sù e giù ben pedalabile e si picchia verso una zona con campi coltivati che prelude al rientro in paese, che si affettua in leggera salita. Diritti al bivio e, giunti davanti alla Trattoria,  tenere la sinistra e poi diritti fin poco dopo aver superato la fontana già incontrata. A questo punto si gira a sinistra in salita seguendo le indicazioni per il “Villaggio” prefabbricato (Campi scout in estate) ma poco prima della sbarra si curva decisamente a destra inoltrandosi in piano in una serie di prati. Alla fine di questi tenendo la destra, dopo una breve risalita si torna su sentiero e con un ampio tornante a destra si sbuca in prossimità di una Cappelletta (Km.10)

Dalla Cappella si sale verso la strada asfaltata e la si attraversa affrontando una salita di 2-300 metri ben pedalabile. Alla fine la traccia diventa più ampia e prosegue in falsopiano e poi in discesa. Con un secco tornante a sinistra e un breve scivolo si torna sulla strada asfaltata, che si segue tornando in direzione di Cesclans. Non appena superato il campetto di calcio si imbocca al Km 12,6, invertendo la marcia in salita, una sterrata dal fondo accettabile che con qualche tornante valica la collina e sbuca sulla strada provinciale che da Cavazzo o Somplago porta a Cesclans ( in questo tratto dopo 400 mt di salita tenere la destra a un primo  bivio  e poi sul falsopiano sommitale tenere la sinistra in leggera salita al secondo).

Trenta metri di salita su asfalto e si intravede sulla sinistra l’inizio di una discesa sterrata contraddistinto da un cartello (Strada di Sot Sebide). Il sentiero che affrontiamo è ideale per una discesa veloce e non difficile. Con qualche facile tornante sbuchiamo sulla strada statale e la seguiamo in discesa fino a Somplago (questo tratto in gara veniva affrontato lungo i prati).  Superata la Chiesa e il bar, dove termina il muraglione parasassi giriamo a destra e imbocchiamo una stradina, asfaltata di recente, che (attraversato subito un  ponticello) ci riporta non senza fatica a Cesclans, proprio nei pressi della solita fontana. Qui si gira a sinistra verso nord e seguendo l’asfalto si attraversa tutta la piana erbosa e si torna in discesa e poi in piano al campo sportivo di Cavazzo, ripercorrendo al contrario i primi due chilometri della gita. Sviluppo totale attorno ai 17 Km.

Così come lo avete letto, il resoconto può far pensare a un bel casino. Ma un po’ tutti i “circuiti” che si snodano attorno ad un paese, come quelli di Chiampaman o di Invillino ad esempio, costringono chi li percorra per la prima volta a molte fermate e ad un piccolo esercizio di memoria. Ma una volta imparati, diventeranno di sicuro tra i preferiti sia per l’ allenamento che per un più semplice e garantito divertimento “di fondo valle”, specie se il meteo è incerto o il tempo a disposizione limitato.

 

 

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~ di calcarea su maggio 31, 2011.

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