VALANGA in PISTA!

A proposito di valanghe….

L’attenzione dei media nelle ultime settimane di marzo era certamente focalizzata su altre notizie. I resoconti e commenti sulla Libia e sul Giappone erano evidentemente più che sufficienti per riempire tutte le pagine. O invece, forse, tutti i corrispondenti locali erano in ferie proprio quella settimana.

Non troviamo altre spiegazione al fatto che si siano lasciati sfuggire una notizia del genere.

Solitamente alla notizia di ogni piccola valanga che travolge uno sci alpinista o un escursionista, anche lasciandolo illeso, viene sempre dedicato ampio spazio…..

Ma è comunque strano che della enorme valanga che ha interessato il versante Nord  del Monte Zoncolan nessun giornale o telegiornale locale abbia riportato la notizia.

E cosa c’è di strano, direte voi? Valanghe di grandi proporzioni interessano ogni stagione le nostre montagne e sono eventi naturali che, se non coinvolgono cose o persone, non ha certamente senso menzionare.

Ma qui viene il punto. E’ vero che la valanga in questione non ha travolto nessuno, ma è anche vero che ha provocato ingenti danni e pone seri problemi sulla futura gestione di una pista costata milioni di euro di soldi pubblici.

Le foto che vi mostriamo  chiariscono bene il quadro dell’evento: con un innevamento tutto sommato modesto, al di sopra di una pista che dovrebbe essere protetta da opere adibite ad evitare gli eventi valanghivi, non solo si è innescata una valanga, e di grandi dimensioni, ma gli ancoraggi che trattenevano le opere paravalanghe non hanno retto e queste sono state strappate via dall’impatto della neve!

In Zoncolan qualcosa certamente non ha funzionato. Non serve essere dei tecnici per capirlo.

Ma cosa non ha funzionato? La progettazione delle opere paravalanghe non era adeguata? O le opere non erano state realizzate correttamente? E come mai gli ancoraggi dei paravalanghe si sono rotti?

Cosa non è stato valutato e previsto correttamente ? E soprattutto, visto che si tratta di soldi pubblici, di soldi del contribuente, di soldi nostri, chi pagherà i danni e chi pagherà gli ulteriori lavori che, è ovvio, dovranno a questo punto essere realizzati per mettere in sicurezza la pista?

Un’ultima domanda. Da un articolo apparso sulla rivista “Neve e Valanghe” dell’ AINEVA  nell’  Agosto 2010  risulterebbe che “gli ombrelli da neve….sembrano presentare una criticità strutturale intrinseca e proprio per questo non sono approvati dall’IFSNV di Davos” (l’ente che ha redatto la normativa Svizzera che, sempre secondo lo stesso articolo, sembrerebbe essere l’unica esistente in Europa).

Quanto riportato da Neve e Valanghe risponde questo al vero? E se si, in base a quali criteri proprio tale tipologia di paravalanghe è stata adottata in Zoncolan?

Certamente sono tutte domande alle quali sarà difficile trovare qualcuno disposto a rispondere!

 

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~ di calcarea su maggio 9, 2011.

7 Risposte to “VALANGA in PISTA!”

  1. Sicuramente non è stata messa in risalto la notizia per evitare che qualche delinquente di scialpinista potesse finire nei guai per aver provocato la valanga. mandi

  2. Ecco.. Lo scempio dei versanti N di Tamai e Zoncolan per installare centinaia di “ferri” han portato a questi livelli di sicurezza.. Di primo acchito ho pensato ad una valanga di fine stagione di neve umida, difficile da trattenere a mio avviso in quanto simile all’acqua in movimento, ma invece ci si riferisce a fine marzo!?! Una bella valanga pesante che dovrebbe essere bloccata appunto da quella specie di “blocchi da guerra”… E invece un paio di Balle! Bene, continuiamo così! Di sicuro i calcoli di geologi, ingegneri, etc son stati condotti esemplarmente, opppure anche i posatori… Insomma, per fortuna non ci è scappato il morto

  3. Vi segnalo la pubblicazione sul Messaggero di ieri, nella rubrica della Posta, di una lettera di un Consigliere Comunale di Sutrio, Ermes Straulino, proprio su questo episodio!

  4. Quando lavoravo nel settore neve e valanghe della Regione, frequentando il centro valanghe di Arabba e quello di Davos, imparammo che i paravalanghe (ponti da neve, reti, rastrelli e oggi vedo anche gli ombrelli) erano assolutamente inadeguati a proteggere le piste da sci. Per il semplice fatto che si è sempre saputo che questi sistemi sono filtrati da piccoli scorrimenti che se finiscono sulla pista possono comunque provocare danni alle persone. Questi sistemi, infatti si usano esclusivamente per evitare l’innesco delle grandi valanghe che minacciano strade e villaggi. Evidentemente questi basilari presupposti funzionali da qualche parte sono bellamente ignorati.Mandi

  5. in che data è avvenuta la valanga?

  6. Le immagini parlano da se. A dire che, opere come queste (e come quelle che verranno a breve realizzate in zona Mondeval-Prendera-S. Vito di Cadore) sono di scarsa utilità per una rinascita della montagna. Servono di certo alla rinascita delle Aziende che costruiscono le opere primarie.
    Chi è causa del suo mal, pianga se stesso.
    Ciao
    Giuseppe Astori

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