Un dollaro e mezzo (d’onore…)

I primi a pontificare in materia credo siano stati i soliti francesi, quelli dei “tir majeur, engagè, superb”… Della grandeur e della baguette. Dell’illuminismo ma anche del colonialismo.

E per francesi intendo ovviamente  quelli dei miei tempi: i due Patrick, Scibè e Didiè, i due LeMenestrel… Gli inglesi, con  la consapevolezza di chi ha creato le regole della civiltà e del soccer, ma anche il “trad”, confermavano con distacco. Uno svizzero e un nippo mettevano in pratica e il crucco non ci badava troppo, impegnato com’era in  altre realtà (separate?).

Didier e Andrea

Il succo del discorso era quel  grado e mezzo (della scala francese, of course…). Che starebbe tra il  6a e il  6b+ o tra il 6c+ e il  7b o dall’ 8b all’ 8c+, tanto per fare qualche esempio.

Chiaro, no?                Chiaro cosa ????

Probabilmente non ve ne è mai fregato di meno; oppure ci sono  ragioni anagrafiche:  se avete meno di trent’anni e siete cresciuti a pannelli e scalata indoor, boulder e pan gullich un discorso del genere o non lo avete mai sentito oppure vi ha fatto sorridere.

W.Gullich, "Papi on sight".Gorges du Verdon

Sta di fatto che un tempo  si diceva che un bravo scalatore non dovrebbe avere tra le prestazioni rotpunkt (vie provate più volte, o,  come si dice con poca considerazione per chi si dibatte per lo stipendio di ogni mese , “lavorate”) e quelle “a vista” …..PIU’ DI UN GRADO E MEZZO DI DISTANZA. Concediamo anche due gradi, va là (in Italia tutte le leggi e le regole vengono risciacquate con l’ammorbidente…).

Se la “distanza” è minore siete veramente ganzi e  probabilmente andate forte in montagna su vie alpinistiche o spittate allegre, oppure semplicemente non ve ne frega niente di provare un po’ di volte le difficoltà al vostro limite. Se la distanza è maggiore può essere che le  vostre qualità tecniche siano minori di quelle atletiche  . Ma potrebbe anche darsi  che non siate interessati alla scalata “on sight”, preferendo il “flash” o il “lavorato veloce”, oppure che non abbiate la possibilità di girare per falesie alla ricerca delle vie che non avete ancora tentato.

Tolta l’ultima ipotesi, poco verosimile salvo casi limitati tipo “soglia della povertà” o patente sospesa, e steso un velo pietoso sulla poco onorevole disciplina del “flash” ( se ti riesce  una via flash forse ti sarebbe venuta anche a vista, no? rinunceresti all’avance della donna dei tuoi sogni solo per paura di fare cilecca?) , resta  il caso più frequente, quello meno facile da ammettere a se stessi e agli altri! 

Che sarebbe : forse semplicemente scali come un cinghiale, ma  meno impietosamente: potresti scalare meglio, essere più preciso e deciso, avere più equilibrio e inventiva, ecc. ecc. Così, tra l’altro, ti divertiresti di più, cercheresti meno scuse e l’invidia ti roderebbe di meno.

Quindi ….???

Ci sono dei rimedi? Certo che ci sono.

Ma vi sembreranno banali al confronto delle certezze dei testi sacri dell’allenamento, della motivazione e della psicologia nella scalata.

 

Ovviamente: scalate a vista ogni volta che potete.

Altrimenti: provate a salire un tiro in pochi tentativi, evitando di segnare col magnesio i punti cruciali. Così allenerete il colpo d’occhio e la capacità di “lettura” dei passaggi anche al secondo o terzo tentativo.

Non fatevi spiegare sempre e comunque TUTTI i movimenti di una via, ma solo quelli che proprio non ce la fate a decifrare con le vostre capacità: tentare varie soluzioni e fare qualche voletto in più non potrà che giovare al vostro bagaglio (migliorando forse anche il famoso blocco mentale, più noto qui da noi come “melloblocco”).

Cimentatevi su tutti i tipi di arrampicata e non solo su placche o solo su strapiombi. Un bravo climber arriva in catena sia in Avostanis che a Verzegnis che a Erto, sia sul conglomerato a buchi che sui terribili “spalmi” del Pal Piccolo.

Roberto Bassi

E poi osservate gli altri: i più forti, naturalmente (che non sono necessariamente quelli che tirano più forte le tacche, ma più spesso quelli che muovono i piedi come se ballassero il tip tap), ma anche quelli più scarsi o alle prime armi, per individuarne gli errori, e non ripeterli.

Tenete sempre in mente  che Adam Ondra fa il 9b lavorato ma anche l’8c+ a vista, sia a Cornalba che a Erto o a Margalef. E ha ripetuto una via tecnica e psicologica  come  “Silbergaier” e, on sight, la famosa  “Hotel Supramonte” nelle Gole di Gorropu. Tenete anche a mente che Alberto Gnerro, nei primi anni ’90 quando aveva le braccine fine fine,  fece a vista  “Outsider” a Cornalba, 8b,  (che come tipo di scalata non è proprio una scala tipo Rodellar) quando  il suo livello rotpunkt credo fosse 8b+.

Se non lo avete già visto, guardate questo video su Adam Ondra……       http://youtu.be/uBx3XrzCh28

Sempre ammettendo che vi interessi  SENTIRVI  dei bravi scalatori….

Se invece quel che vi preme è esibire una bella sfilza di vie difficili realizzate con stile discutibile…beh, complimenti lo stesso! (più della metà della letteratura che viene pubblicata nel mondo è scritta male. E i suoi autori lo sanno benissimo, perchè non possono non  aver letto Dostojievski o Bellow o Mann o Vonnegut. Evidentemente il piacere narcisistico di veder pubblicato un proprio libro è più forte della consapevolezza di non meritarlo davvero).

Fortunatamente la scalata “a vista” continua ad essere una delle componenti più avvincenti e prestigiose dell’arrampicata. Basta scorrere i sommari dei siti internet di montagna  per rendersene conto. Dovrebbe rappresentare una delle due più grandi ossessioni del climber, ortopedia a parte…

Daniele De Candido primo salitore a vista del "Pesce" in Marmolada

Nonostante i gusti degli  arrampicatori si stiano orientando già da tempo verso una scalata atletica (tanti bicipiti e pochi piedi per favore!!!) che ponga il meno possibile problemi di intelligenza motoria,  ci sono ancora molti top climber e  molti  praticanti  “normali” che  con passione rischiano e accettano una delusione o un ridimensionamento delle proprie velleità o presunzioni e si imbarcano con entusiasmo e curiosità  anche nelle imprese in cui il fallimento è più probabile del successo.

 Anche solo per un dollaro e mezzo!

Augh!

  

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~ di calcarea su maggio 6, 2011.

Una Risposta to “Un dollaro e mezzo (d’onore…)”

  1. Eccellente! Davvero eccellente!
    Elia Zen

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