Kalymnos

  

Sono passate già due settimane e già stiamo pensando a come organizzare la vacanza del prossimo anno a Kalymnos. Eh sì perchè Kalymnos è  sempre KALYMNOS! 

 Conosciuta fino al 1997 per le spugne e il miele di timo, quest’isola del dodecanneso è diventata velocemente la meta preferita dai climber che, come noi in vacanza, vogliono associare la passione per le pareti allo splendido mare.

Lasciamo la Carnia e i suoi 8° delle 6.30 del mattino per atterrare a Kos alle 15.30 del pomeriggio sotto un sole cocente: 31°. E se il giorno prima ti sembrava folle mettere in valigia canottiere e pantaloni corti quando vedi il temometro capisci che non era poi tanto pazza come idea.

Il volo diretto dall’Italia per Kalymnos non esiste ancora, nonostante l’isola abbia un suo aereoporto, quindi al momento  tutti scelgono la soluzione del volo su Kos che è l’isola più vicina, poi  da lì con 40 minuti di traghetto si arriva a destinazione.

E quando arrivi a Pothia (località che ospita l’unico porto), che come la chiamano i locali è “la town” perchè la cittadina più grande del’isola, l’atmosfera magica di questo posto ti avvolge: il profumo intenso del timo e delle piante selvatiche, la tranquillità dei greci il mare verde smeraldo, ogni dettaglio riveste una sua magica importanza.

Il primo giorno passa veloce tra il viaggio e le sistemazioni, ma già dal secondo e poi per tutta la vacanza i ritmi sono frenetici: si comincia presto all’alba anche perchè la maggior parte dei settori sono esposti a sud e (in questo periodo) alle 14.00, massimo alle 16.00 arriva il sole e si va al mare.

 

Acqua stile Caraibi, pesci che ti nuotano accanto, sembra impossibile ma in meno di 15 minuti da quando scendi dalla parete sei già immerso in questo paradiso!

Dopo le dure fatiche della giornata la spiaggia ci regala un morbido terreno per riposare e la  maggior parte delle volte siamo svegliati dall’atmosfera del tramonto, le temperature si abbassano ma val la pena avvolgersi nell’asciugamano e godersi lo spettacolo di luci: l o vedi sulle foto della guida o via internet e sembra quasi costruito, ma quando lo osservi dal vivo capisci che il gioco di colori è tutto naturale e come per magia cambia di giorno in giorno regalando sfumature mozzafiato.

 

La sera poi si festeggiano le vittorie, ma anche le sconfitte (eh sì bisogna pur darsi un valido motivo per brindare) e si assaporano i piatti tipici della cucina greca…..

 Si scala su ogni tipo di terreno: strapiombo, placca o muro vertcale e la cosa straordinaria è che nella maggior parte delle falesie trovi tutti e tre i terreni di gioco. La roccia è calcare compattissimo e la sua caratteristica sono le  stalattiti che si formano sulle pareti strapiombanti regalando agli appassionati dell’arrampicata inclinata conformazioni del tutto particolari….

Dalle ultime info apprendiamo che ogni mese vengono spittate più di 100 vie per un totale (a marzo 2010) di circa 70 falesie e di 2150 tiri. E ce n’è veramente per tutti i livelli ….

Le falesie più “famose” sono anche le più frequentate, ma data la moltitudine di settori ci si può sbizzarrire e fare come noi che l’ultimo giorno decidiamo di andare alla scoperta di una falesia spittata solo un anno fa.

L’accesso non è il massimo ma la fatica viene subito ripagata dalla parete che ci aspetta!

E tutt’altro che affollata, ci siamo noi e altri quattro trentini.

Il bello di Kalymnos è l’atmosfera che respiri: il 90% delle persone sono lì per scalare, arrivano da tutta Europa, ogni tanto anche da oltreoceano, sono francesi, tedeschi, canadesi, svizzeri  di tutte le età che ogni giorno in sella ad uno scooter o a piedi si dirigono verso le pareti rocciose per intrerpretare le diverse linee di salita.

Le falesia sembrano avvolte da uno spirito di fratellanza, non esistono rivalità  e grazie all’utilizzo di un inglese molto scolastico, alla gestualità e alle parole internationali come “regletta regletta” tutti collaborano alla ricerca della “métode” più efficace per la realizzazione.

 

L’altro sport praticato nelle falesie è l’incitamento agli scalatori impegnati sui tiri e quindi gli spot “a muerte animal” ogni tanto coronano un successo, altre volte anticipano il volo e la password di moda stile ” miierda” testimonia il fallimento del passaggio o peggio della via.

Così descritto sembra fantastico, se ci andate scoprirete che è ancora più bello.

 

una piccola delegazione di Chiodo Fisso 

  

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~ di calcarea su ottobre 22, 2010.

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