da CURIEDI a FORMEASO, che discesa !!!

Raccomando questo giro in mtb, segnalatomi dagli enduros locali, in particolare agli appassionati di discesa su sentiero. 900 metri di dislivello in discesa  alle porte di Tolmezzo, scendendo dalla bici per pochi metri anche solo per un po’ di strizza, senza praticamente asfalto, non sono una novità da poco!!!

 

La zona di Curiedi è stata in passato una mèta classica per i bikers della conca tolmezzina, sia per il suo appassionante circuito di gara, rispolverato quest’anno per merito della Carnia Bike e di Eugenio ed Emanuele, sia perchè località di transito per l’ anello di Corce e per i rari coraggiosi diretti nientepopodimeno che in Zoncolan. Con l’incomprensibile asfaltatura della sterrata fino in Navantes, però, questo itinerario stava diventando niente più che una sgroppata d’ allenamento, con un bell’ambiente ma anche con un fondo stradale poco gradito agli amanti della mtb.

Questa straordinaria discesa rende più tollerabili la monotonia e lo sforzo di 12 km di asfalto per giungere fino alla forcella di Plan d’ Aur, da molti conosciuta come “quella di Piche di Cuar”. Discesa dall’andamento alterno, a tratti ripido ma  mai estremo, con fondo variabilissimo da regolare, di foglia ed aghi di pino, a lastricato da vecchia mulattiera con qualche scalino più pronunciato, con pochissimi tratti non ciclabili. Il tutto spezzato da una risalita, in località Marcelie, che mescola strappi quasi proibitivi a saliscendi erbosi da cartolina.

 

Descrizione: che si giunga da Lauco o da Sezza o da Tolmezzo, si deve comunque arrivare in Curiedi e da qui seguire le indicazioni per l’agriturismo di Fornàs, tenendo comunque la direzione principale verso Navantes e Corce. Lasciata sulla destra la prima forcella, Duròn (evidente la grande stalla) si prosegue con pendenza lieve e, dopo aver lanciato l’ennesimo saluto alla lapide dell’amico  VdF  Piero , si giunge dopo 12 km di salita (da Casanova) alla seconda forcella, quella appunto di Plan d’Aur, dove si abbandona l’asfalto per risalire con fatica due rampe erbose, alla fine delle quali inizia la nostra fantastica discesa.

Pochi metri un po’ invasi dalla vegetazione, e il sentiero si incunea nel bel bosco misto. Per un buon chilometro e mezzo il fondo è ottimo. Poi ci si immette nella vecchia mulattiera che collega Forca Navantes a Sezza e si comincia a raddrizzare le antenne, sia per il fondo che per le pendenze.  In breve si arriva in prossimità di un grosso abete schiantato che fa da ponte. Qui ci sono due possibilità:

1) seguire sulla destra una traccia sottile che scende con qualche tornante nel bosco e in breve raggiunge una pista forestale che conduce senza intoppi nei pressi di località Marcelie, oppure

2) (CONSIGLIATA!) prendere a sinistra e continuare su mulattiera impegnativa ma ciclabile fino a uno stavolo e poche centinaia di metri dopo, a un bivio poco evidente segnalato in rosso sul muro a secco, ma contraddistinto da un faggio con una specie di vaschetta alla base (nella quale ho dimenticato la borraccia!)

occhio al bivio!

 girare a destra e in un attimo ,  con qualche scalino più ripido, si ragiunge  la  mulattiera con segnavia CAI e fondo “pedràt”, che si segue verso destra con un breve tratto in salita dal fondo sconnesso. Il terreno  migliora subito e il saliscendi che segue è molto piacevole, finchè la mulattiera incrocia la pista forestale descritta al punto 1) e in breve ci si trova sulla strada che da Sezza porta verso Cazzaso Nuova.

Una breve rampa di asfalto e si giunge al bivio per Marcelie. Si gira a sinistra e si raggiunge il cancello che vedete nella foto.

Oltrepassato il cancello si sale faticosamente lungo la carrareccia erbosa e, superato un primo stavolo , si raggiunge una conca prativa con i ruderi di un’altro stavolo, che si lasciano a destra, descrivendo un ampio tornante che gira a destra in salita.

Questa parte dell’itinerario è caratterizzata da un alternanza di bosco e prati, sempre tendenzialmente in salita, per brevi tratti anche impegnativa. Per qualche metro tocca scendere e in un boschetto ripido, dove sul fondo del sentiero è stata sistemata una rete metallica per evitare di scivolare, si spingerà la bici con fatica. Ma complessivamente la risalita è piacevole e confortata da un bel panorama sulla valle del But.

 

Il promontorio di Marcelie finalmente finisce e il sentiero inizia a scendere con decisione, prima su prato e poi inoltrandosi nel bosco. Si scende dalla bici per un breve tratto in un solco profondo e successivamente, in una fitta pineta, si deve fare attenzione a non perdere la traccia (non sarebbe male tracciare con uno spray qualche segnavia sugli alberi…). In alcuni punti il fondo sassoso e la pendenza obbligano ad equilibrismi e a un po’ di decisione, ma complessivamente il  tracciato, pur non essendo una passeggiata nè tecnicamente nè fisicamente, dà una grande soddisfazione. Si sbuca su una stradina sterrata e  dopo pchi metri  la si abbandona per seguire a destra una scorciatoia contraddistinta da un breve steccato. Giunti di nuovo sulla pista, la si segue per 3-4 tornanti, fino a sbucare nei prati di Formeaso, dove i meli sono già carichi di frutta….

Da Formeaso a Tolmezzo lungo la provinciale, in attesa della Pista Ciclabile!

Dettagli: sviluppo 25 Km circa. Dislivello complessivo attorno ai 1000 mt. Asfalto 55%  (solo in salita), ciclabilità 99%. Nessuna fontana sul percorso. Tempi dalla 2h e 1/2 alle 3 e 1/2.

02.09.2010 

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~ di calcarea su settembre 3, 2010.

4 Risposte to “da CURIEDI a FORMEASO, che discesa !!!”

  1. Caro amico, grazie per la bella indicazione. Abbiamo fatto oggi il giro, con la sola modifica di scendere dalla mulattiera con segnavia CAI, direttamente a Sezza e da qui per il sentierino a Zuglio.
    P.S. ho lasciato la tua borraccia alla signora del piccolo bar adiacente al parcheggio grande di Zuglio, dove la puoi ritirare(è sempre aperto)
    Mandi !!

  2. Buongiorno Gianni, ho provato questa discesa ieri (8/12/2013) nel suo secondo tratto da Marcelie fino a Formeaso. Il tratto sull’altopiano è davvero molto bello e panoramico (val la pena farla solo per questo!). La discesa vera e propria non mi è apparsa esaltante, forse le condizioni sono cambiate rispetto ad un pò di tempo fà. Qualche tratto bello ma tanti altri dove sono dovuto scendere, anche non brevemente (mi chiedo a sto’ punto se ho davvero fatto il tracciato da te segnalato o son andato per roste!).
    Ti segnalo poi il CAI 162 che da Cazzaso scende a Casanova. Anche qui a dire il vero c’è qualche pezzetto da fare a piedi (breve), ma nel complesso è molto varia, abbastanza lunga e divertente. Fondo sicuramente migliore! Di sicuro è più bella anche della pedrata che scende poco più a N (hanno in comune il primo tratto) e percorsa ultimamente da bikers udinesi.
    Mandi!

    • Hai ragione tu: ho fatto la discesa in due tempi quest’estate: da Plan d’Aur fino alla sommità di Marcelie non è male, ma la discesa vera e propria fino a Formeaso mi è sembrata proprio un disastro, al punto che mi son chiesto se sia cambiata lei o sia diventato meno di bocca buona io! Però che panorama da Marcelie, eh?

      • Veramente super! Tant’è che forse in un giro ad anello si potrebbe fare un andata-ritorno fino in Marcelie e scendere invece a valle per altre vie. Comunque, classico luogo di contemplazione!

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