Viaggi

un racconto, una riflessione.

buona lettura!

Terre lontane, popoli mistici, monti imponenti, luoghi fatati, mari e deserti infiniti.

Il viaggiatore è secondo me il massimo dell’essere umano: un sognatore inquieto, un avventuriero romantico sempre alla ricerca di nuove esperienze e sensazioni, nuove conoscenze, nuovi amori, nuovi pericoli, sempre alla ricerca della pace interiore.

La pace interiore, il “Nirvana” buddista, il cui raggiungimento è così difficile nella società del nuovo millennio è la fiamma che scalda l’animo del viaggiatore. Viaggiatore infatti non è colui il quale popola le crociere, i villaggi turistici, gli hotel a quattro stelle, in questi luoghi moderni il piacere è finto, non reale: le discoteche, i ricchi banchetti, le piscine e le visite guidate fanno parte di un triste meccanismo che allontana “l’ospite” dalla realtà.

Viaggiatore è chi umilmente abbandona la propria casa con le tasche vuote: il viaggio deve essere un pellegrinaggio che porta il nostro romantico a vivere con i popoli, ad apprendere nuove cose, ad ammirare o a rifiutare le varie società, il viaggiatore non deve metter piede in una regione, una nazione, un continente portandosi sulle spalle la superficialità, l’egoismo e la sfrontatezza che sono parte della nostra società, il viaggiatore non deve espatriare facendo vanto della sua ricchezza, la vera ricchezza del viaggiatore è la curiosità, la sete di conoscenza.

L’amore per il viaggio nasce spesso nell’infanzia. I bambini a volte possiedono una curiosità sorprendente, sempre alla ricerca di cose nuove, sono dotati di una capacità enorme: saper sognare.

I sogni sono ciò che mantengono in vita l’uomo. Sono fondamentali per la formazione interiore di ogni essere, sono la finalità di ogni azione umana. 

Alcuni sogni sono però agitati, instabili, a volte pericolosi, penso ad esempio agli alpinisti, ma così è per molti viaggiatori e avventurieri. Gli alpinisti nei loro sogni verticali, nei loro viaggi, spingeranno sempre più in avanti i loro limiti ricercando mete sempre più ardite e difficili, spesso più rischiose e pericolose. Nulla però sarà più gratificante per loro di osservare le cime dipingersi di mille colori al tramonto dopo aver intrapreso una dura ascensione, nulla sarà neppure paragonabile alla sensazione di pace tra i sensi che si può raggiungere sulla vetta di una montagna, sensazione istantanea e destinata a spegnersi in pochi minuti, ma così forte da essere il motivo della continua agitazione di un viaggiatore, qualsiasi siano le sue mete.

Un altro aspetto fondamentale del viaggiatore è la nostalgia, citando una frase che mi ha fatto riflettere: “si vorrebbe sempre essere, essere stati mai”.

Nonostante l’eterno pellegrinare del viaggiatore, nulla sarà più squisito del cibo della propria terra d’origine, nulla sarà più accogliente e caldo come il salotto di casa, nulla sarà più verde del proprio giardino, nulla sarà splendente dello spegnersi all’orizzonte del sole fioco d’inverno, nulla sarà più alto delle montagne di casa.

Così fu anche per Ulisse che dopo lunghi dieci anni da eroe nella guerra di Troia fu costretto a viaggiare per altri dieci anni in una lontananza forzata da Itaca causata dall’avversione del dio Nettuno. In questo lungo navigare l’unica forza a mantenere in vita Ulisse fu la nostalgia per la sua terra e la sua famiglia.

Ma una volta a casa in Ulisse si fece più forte la brama di conoscenza, che lo portò a ripartire per metter piede in nuovi paesi e terre, per sfidare l’ignoto, per cercare la libertà.

La libertà è un’altra parola che illumina gli occhi ad un viaggiatore.

Il nome è tutto ciò che si conosce della libertà.

Tutti vogliono essere liberi dalle leggi, liberi dalle preoccupazioni d’ogni giorno, liberi dall’odio, liberi dalle ambizioni, ma chi conosce veramente questa condizione? I viaggiatori e gli avventurieri sono quelli che forse si avvicinano di più a questa situazione idilliaca con il loro desiderio di conoscenza ed evasione, dal mondo, e da se stessi.

Certo nella libertà è compresa anche la rinuncia: però la libertà non ha limiti.

Viaggiare è anche arte e per questo citerò un detto orientale:

            “L’arte di andare è nella giusta via, là sono i tuoi amici,

 là tu sei più forte, lasciati andare nella direzione, nella quale puoi

 se puoi.

             Se trovi la tua strada e la percorri, diventi forza, direzione e meta

             niente e nessuno può fermarti”

 Viaggiare è storia, penso ai grandi navigatori fenici, ai mercanti europei, penso ai pellegrinaggi religiosi, penso a Cristofolo Colombo, penso a tanti altri.

Viaggiatore è chi abbandona il calore di casa per una sistemazione incerta, viaggiatore è chi viaggia con una tenda, uno zaino in spalla, viaggiatore è chi vedrà nascere e morire infiniti soli, sempre diversi.

2006

Annunci

~ di morenonot su agosto 2, 2010.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: