Anello ARTA TERME – RIVALPO – SUART

La Sella di Suart

Riprendo la documentazione di itinerari ciclistici dopo le ferie con questo interessante anello adatto a gambe allenate e a bocche buone (tipo Bruno e Giaz per intenderci), perchè caratterizzato da un notevole dislivello, pur senza pendenze proibitive, ma anche dalla necessità di percorrere qualche tratto a piedi (mai bici in spalla, però) che potrebbe disturbare i più schizzinosi. Complessivamente a me pare un bel giro, vario e panoramico, con fondo da asfalto a strada bianca in ottime condizioni, fino a  sentiero in gran parte ciclabile e a tratti entusiasmante, che si snoda da Arta  Terme a Cabia a Rivalpo e poi in direzione del Monte Tersadia, per dirigersi infine verso la Sella di Suart e rientrare ad Arta.

Descrizione: lasciare l’auto in Piazza ad Arta Terme e raggiungere Cabia con l’accesso stradale normale, di 3,5  km che vi consiglio di affrontare con  ritmo da riscaldamento. Proseguire oltre la chiesa di Cabia in salita e appena dopo il bar restare in quota per prendere la sterrata, ampia e ben battuta, che porta a Rivalpo con quasi 6 km di saliscendi. Al 3° km dopo Cabia tre successivi strappi cementati in prossimità di uno stavolo con bandiere e, più avanti, la risalita dopo il ponte sul rio, metteranno alla prova fiato e gambe.

Entrati a Rivalpo tenere la sinistra e dirigersi verso la Chiesa di S. Martino,  mezzo km oltre il paese. Da qui la strada, di nuovo asfaltata e diretta verso il Tersadia e le  Casere Monte Cucco e Valmedan, riprende a salire con tratti di media pendenza alternati ad altri più pianeggianti, per poco meno di 3 km (12,5 circa da Arta); la si abbandona ad un tornante che gira a dx, per seguire un bel sentiero in leggera salita (segnavia CAI) che si percorre in sella per più di 1 km (bella visuale su Sernio e Palevierte)

Si raggiunge il punto di massimo dislivello in salita e dopo qualche metro in discesa si scende dalla sella  per affrontare il primo tratto disagevole, dove il sentiero attraversa un ghiaione a tornanti fiancheggiato da una parete rocciosa (cavo metallico abbastanza superfluo). Dopo pochi minuti, risalito un ripido gradino, la traccia sembra rimettersi al bello, ma vi consiglio di proseguire ancora per un po’ a piedi perchè troverete altri tre o quattro ghiaioncini. Si può risalire in bici in prossimità di  un muretto a secco: la traccia è un po’ nascosta dall’erba ma, rientati nel bosco, diventa ben ciclabile salvo  due tronchi schiantati. Dopo  tre ampi tornanti si giunge alla Sella di Suart. Al bivio, tabellato con insegne CAI, seguite l’indicazione per Arta. Il sentiero si avventura nel bosco di conifere: la traccia è quasi sempre rassicurante ma in qualche breve passo più assotigliata ed esposta e nell’attraversare altri schianti dovrete scendere per brevissimi tratti. Nella prima parte della discesa un bivio porta di nuovo la segnalazione per Arta ( tenere la destra) e un ponticello di legno permette di superare in sella un canalino.

In prossimità del torrente, dove fino all’anno scorso si attraversava un ponticello ora crollato, due ripidi tornanti e il successivo guado vanno affrontati rigorosamente a piedi. Inizia qui la sezione più spiacevole dell’escursione, perchè il lungo rettilineo in discesa che vi si para davanti è in gran parte invaso da ciotoli e sassi. Però, tenendo prevalentemente il bordo destro della stradina e scendendo a tratti , con qualche imprecazione tra i denti o ad alta voce, giungerete con un  provvidenziale tornante erboso ad uno spiazzo nei pressi del torrente principale, che si attraversa con un test di autocontrollo su uno stretto ponticello di cemento (io ho portato a  mano la bici, ma non sono un cuor di leone…)

La strada, ora asfaltata, picchia verso Arta. Poco prima della “Casetta in Canadà” si gira a sinistra costeggiando un parco giochi e si incontrano le prime case. Dopo una dolce curva a sinistra si incontrano le caratteristiche tabelle in legno della sentieristica locale: volendo finire in gloria l’anello, vi consiglio di seguire il “Troi di sot la mont”, che vi porta dopo qualche saliscendi nei pressi del punto di partenza dell’itinerario. Ieri non ho ispezionato quest’ultimo tratto di sentiero, preferendo tornare all’auto lungo le strade asfaltate del paese. Lo scorso anno era un po’ invaso dalla vegetazione, ma spero che sia stato ripristinato come al solito ad inizio stagione; e spero anche che  i puristi vogliano correre il rischio di qualche  equilibrismo per percorrere ancora qualche metro su sterrato.

Dettagli: sviluppo 22 Km circa. Dislivello complessivo in salita 900 mt circa. Ciclabilità oltre al 95%. Asfalto 35%. Tempi di percorrenza dalle 2 alle 3 ore abbondanti. Acqua lungo il percorso. Esposizione varia, ma i tratti a sud sono quasi sembre ombreggiati dalla vegetazione.

27 luglio 2010

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~ di calcarea su luglio 28, 2010.

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